comunicato stampa * 26/07/2016
Un progetto italiano si aggiudica il finanziamento del bando Critical Raw Material Closed Loop

Da luglio prenderanno il via le attività su nuove tecniche  per il recupero dei materiali critici dai rifiuti elettronici.

Milano, 26 luglio 2016 - L’Italia si conferma in prima fila a livello europeo per progettualità e innovazione nell’ambito della circular economy. È italiano, infatti, uno dei 3 progetti che saranno finanziati dal Critical Raw Material Closed Loop Recovery, progetto internazionale promosso da ERP - European Recycling Platform in collaborazione con WRAP, EARN, Wuppertal Institute e KTN e con il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea finalizzato a incrementare il tasso di recupero delle materie “nobili” dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Ad aggiudicarsi il bando di gara internazionale, svoltosi in contemporanea in Italia, Germania, Regno Unito e Turchia, sono stati i progetti presentati dalle aziende britanniche Axion Consulting e Re-Tek e dall’italiana Ecodom, Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici.

I progetti vincitori propongono nuove modalità organizzative delle attività di raccolta o innovazioni di processo idonee a stimolare e rendere più efficiente il recupero delle materie prime “critiche” - cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, platino e rame - presenti nelle apparecchiature giunte a fine ciclo di vita.

Grazie al finanziamento, i tre progetti selezionati entreranno da questo mese nella fase di sperimentazione che ne valuterà l’applicabilità e la sostenibilità su larga scala e che si concluderà il 30 giugno 2018.

D’altra parte, Critical Raw Material Closed Loop Recovery si propone un obiettivo ambizioso: raggiungere entro il 2020 un incremento del 5% nel recupero dai RAEE delle componenti critiche, di enorme valore economico e sempre meno disponibili in natura.

Allo stato attuale, nei Paesi UE vengono generate ogni anno circa 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di questo quantitativo, appena il 30% è avviato a una corretta procedura di trattamento, riuso e riciclo, mentre la percentuale di recupero delle materie prime preziose e rare non supera l’1%.

“Siamo felici che uno dei progetti beneficiari del finanziamento sia italiano, a riprova che il nostro Paese possiede le capacità progettuali, le competenze e le tecnologie di eccellenza per perfezionare ulteriormente il recupero delle materie prime seconde” commenta Umberto Raiteri, Presidente e CEO di ERP SAS, sistema collettivo leader in Europa nella gestione dei RAEE e degli RPA.

“Ecodom è davvero orgogliosa di poter contribuire all’opportunità di incrementare il tasso di recupero delle materie prime critiche dai RAEE” – commenta Luca Campadello, Projects & Researches Manager del Consorzio Ecodom. “L’idea vincente del progetto – conclude Campadello - è semplice: i dispositivi più interessanti (Cellulari e smartphone, videogiochi, PC, tablet, videocamere) e i dispositivi riutilizzabili saranno raccolti e trattati separatamente dal resto delle apparecchiature per aumentare la concentrazione dei materiali critici e facilitarne il recupero”.

I test di raccolta e recupero delle materie prime critiche sono la prima tappa in un progetto del valore di 2,1 milioni di Euro e della durata di tre anni e mezzo che è supportato dallo strumento finanziario LIFE dell'Unione Europea e guidato da WRAP. Partner del progetto sono ERP - European Recycling Platform, il European Advanced Recycling Network (EARN), il Wuppertal  Institute e il Knowledge Transfer Network (KTN). I risultati della fase di sperimentazione saranno alla base delle nuove linee guida in materia di raccolta, trattamento e riciclo dei RAEE in tutta Europa.