comunicato stampa * 27/05/2016
Storie di Economia Circolare: Davide Oldani

Focus 3: La cucina innovativa di Davide Oldani: "pensare prima di comprare e pensare prima di cucinare".

Un tempo, cucinare con ingredienti semplici o “di ricilo” era una prassi comune, ma anche una necessità, sia per la scarsità di materie prime disponibili che per le rudimentali modalità di conservazione degli alimenti: era, dunque, normale che non si buttasse via nulla…

Con il passare degli anni e con l’industrializzazione del settore alimentare, invece, la situazione è radicalmente cambiata: oggi, lo spreco di cibo - dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura domestico - vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all'anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato (dati Osservatorio Waste Watcher 2015).

Numeri allarmanti che danno l’idea di quanto cibo perfettamente commestibile e sufficiente a sfamare milioni di persone che soffrono quotidianamente la fame nel mondo, venga invece sprecato senza ritegno. E questo spreco costa come mezzo punto di PIL, perché il cibo gettato non è recuperabile, anzi diventa un costo – anche ambientale – per essere smaltito.

Lo sa bene Davide Oldani, chef stellato ideatore della “Cucina Pop”: un connubio di alta qualità e accessibilità, che ha fatto dell’uso di ingredieti semplici e stagionali nelle sue ricette, un vero cavallo di battaglia.

“Pensare prima di comprare e pesare prima di cucinare”: è questa la filosofia di Oldani in cucina. “Se si producesse di meno - sostiene lo Chef - si eviterebbero sprechi inutili e non ci sarebbe neppure bisogno di riciclare… si porterebbero in tavola sempre cibi freschi, gustosi e di maggiore qualità”.

Del resto, le ricette stellate di Oldani si basano proprio su ingredienti di alta qualità, perché utilizzati in stagione, il che permette anche una corretta accessibilità.

“Una cosa che ‘riciclo’ quotidianamente in cucina? Senza dubbio, la mia passione!” – conclude lo chef.

Oldani, pioniere della cucina a basso costo ma di qualità, ha aperto il suo ristorante, il “D’O”, nel 2003. Le esperienze precedenti lo hanno visto a fianco di Gualtiero Marchesi, Albert Roux, Alain Ducasse, Pierre Hermé. Nel 2008 ha ricevuto l’Ambrogino d'oro dal Comune di Milano e nel 2013 è stato invitato ad Harvard in seguito a una case history sul suo ristorante pubblicata sulla Harvard Business School Review.

Tra poche settimane, nella seconda metà del mese di giugno, aprirà il suo nuovo ristorante, sempre a Cornaredo, ispirato al concept della “casa italiana”, dove accoglienza e qualità faranno da padroni.

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