News * 29/03/2018
Se pensi alla transizione all’Economia Circolare, come ti senti?

Se pensi alla transizione all’Economia Circolare, come ti senti?”: è stata questa domanda ad aprire la Circular Materials Conference che si è tenuta il 7 e l’8 marzo 2018 a Goteborg. Una domanda che ha messo subito in difficoltà i partecipanti, 300 persone provenienti da 25 diversi Paesi: a creare preoccupazione agli esperti del settore è il fatto che l’attuale modello di business “lineare” ancora oggi risulta vincente ed economicamente vantaggioso. Perché l’Economia Circolare diventi una pratica sempre più diffusa bisogna dunque che vi siano imprese sensibili alla sostenibilità ambientale e azioni politiche che le supportino: un percorso che, al di là delle considerazioni meramente economiche, risulta essere più che mai necessario. È stato infatti Janez Potočnik – Co-Chair dell’UNEP International Resource Panel – a fare un quadro chiaro della situazione, basandosi sui numeri forniti dalle Nazioni Unite: nel 2050 ci saranno nel mondo quasi 10 miliardi di persone, delle quali le risorse del pianeta non riusciranno a soddisfare i bisogni. Nel novembre 2017 ben 15mila scienziati hanno firmato il secondo “Warning to Humanity”, proprio per ricordare a tutti come gli sforzi fatti fino a ora per risolvere le preannunciate sfide ambientali non siano sufficienti.

È dunque più che mai necessario migliorare l’efficacia nell’utilizzo delle risorse disponibili, dando nuova vita a quelle già messe in circolazione, e cercare modalità per rendere l’Economia Circolare più efficiente anche dal punto di vista economico: è questa infatti una strada strategica di estrema importanza per l’intero pianeta ed è dunque qui che andrebbero convogliati gli sforzi di tutti i Paesi.

Che vi siano concrete opportunità di sviluppo, pur in una situazione che ha ancora ampi margini di miglioramento, è dimostrato proprio dalle esperienze portate ad esempio in questa occasione: “Siamo stati invitati a presentare i risultati preliminari del progetto CRM Closed Loop Recovery relativo alla sperimentazione di modalità innovative di raccolta e di recupero dei materiali critici dai RAEE. Abbiamo inoltre avuto la possibilità di conoscere nuove buone pratiche di Economia Circolare – ha spiegato Luca Campadello, che ha partecipato alla CMC per conto di Ecodom – Si tratta di esperienze sfidanti, che approcciano il tema da punti di vista diversi, offrendo un ventaglio di possibilità che ha fatto spaziare la riflessione su varie sfaccettature dell’Economia Circolare”.

Si è parlato infatti di automobili (Volvo), Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Philips, HP), RAEE (Stena Technoworld e EERA, l’Associazione europea dei riciclatori), ma anche delle ricerche di KTH (Royal Institute of Technology di Stoccolma) sul passaggio dalla gestione dei rifiuti alla gestione del valore. Diverse le considerazioni emerse: dalla necessità di partire dalle esigenze dei consumatori per promuovere efficacemente un modello di business circolare, al ruolo importante che avrebbe il riciclo nel caso dei RAEE se questi venissero gestiti nella maniera appropriata (cosa che purtroppo non avviene per circa due terzi di questi rifiuti). Lo studio di KHT ha messo in luce una considerazione importante: finché i rifiuti verranno considerati come tali, il bilancio sarà sempre in perdita. Se invece venissero considerati come risorse, si potrebbero cogliere molte opportunità. Come trasformare i rifiuti in valore? Lavorando su politiche, educazione, ricerca.

Abbiamo visto che vi sono imprese che sull’Economia Circolare si stanno già muovendo: imprese che sono sul mercato e che ci stanno lavorando. Fatti e progetti più o meno grandi, ma reali”, conclude Campadello, che sottolinea anche come il commento finale della Conferenza sia stato cautamente positivo: “Accanto alla preoccupazione per il passaggio verso l’Economia Circolare, se si osservano le esperienze presentate durante i due giorni di dibattito, vi sono concrete opportunità di sviluppo, innovazione e creazione di nuovi posti di lavoro”.

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