News * 30/07/2019
Quando i RAEE creano inclusione sociale

Il 5 luglio 2019 è stato presentato l’impianto di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici realizzato all’interno del carcere di Bollate. Ecodom, partner ufficiale dell’iniziativa, fornirà ogni anno 1.300 tonnellate di lavatrici, lavastoviglie e forni

Smaltire correttamente rifiuti elettronici, recuperare materie prime seconde e promuovere l’inclusione socio-lavorativa di persone in difficoltà.  Sono questi i tre obiettivi ai quali punta il nuovo impianto di trattamento RAEE realizzato all’interno del carcere milanese di Bollate e presentato al pubblico lo scorso 5 luglio.

Tutti i numeri del progetto

Il sito di trattamento, gestito da LaboRAEE - società controllata da Amsa (Gruppo A2A) - si annuncia come un vero e proprio modello applicativo dei più nobili principi dell’Economia Circolare. La serietà dell’intero progetto è confermata dai suoi numeri, a partire dai 2 milioni di euro finanziati dalla Regione Lombardia per la realizzazione del capannone all’interno del quale sono disposte tutte le apparecchiature per lo smontaggio dei RAEE. E poi c’è la struttura vera e propria, disposta su una superficie di circa 3mila metri quadrati, e autorizzata a trattare 3mila tonnellate di rifiuti elettronici all’anno. Per completare la vocazione circolare dell’impresa è stato disposto un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia green.

Un lavoro per cinque detenuti, ma si punta a crescere

La fase di avviamento dell’impianto, che ha avuto luogo dall'aprile del 2018, ha coinvolto 5 detenuti, ma l’obiettivo dichiarato del progetto è quello di triplicare l’attuale organico una volta che i lavori entreranno a pieno regime. Il trattamento prevede due linee di smontaggio: la prima è quella dedicata a tv, monitor e grandi elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie (Raggruppamento RAEE R2 e R3). Dalla seconda linea passano, invece, i piccoli elettrodomestici (Raggruppamento R4) come telefoni cellulari, personal computer e periferiche, apparecchiature audio, utensili e giocattoli elettrici. Attraverso il processo di lavorazione dei RAEE si prevede di recuperare metalli ferrosi e non ferrosi (rame, ottone, bronzo, stagno), varie tipologie di polimeri plastici, gomma, nonché componenti informatiche come schede elettroniche, hard disk, processori e alimentatori.

Ecodom, un partner da 1.300 tonnellate di RAEE

Ecodom è partner ufficiale dell’iniziativa fin dalla sua gestazione. L’accordo con LaboRAEE prevede che il Consorzio conferisca alla struttura carceraria circa 1.300 tonnellate all’anno di lavatrici, lavastoviglie e forni per la lavorazione in loco. Un ulteriore accordo triennale fra LaboRAEE e Syndal prevede inoltre il recupero di circa 1.300 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici provenienti dal Gruppo ENI. “Il recupero della materia, ma ancor di più il recupero delle persone. A partire dall’ottica dell’economia circolare si realizza un progetto che ha come fondamento la valorizzazione dell’uomo, che non è più guardato come scarto, ma come un soggetto che mette in gioco la sua umanità”, ha detto Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia. Secondo Cattaneo, il finanziamento regionale dimostra “la volontà del nostro governo regionale di far fronte alla tematica del sostegno e della formazione dei detenuti, nella prospettiva di un carcere come momento di reinserimento nella società e non solo luogo in cui scontare della pena”.