News * 30/01/2018
Quanto un corretto trattamento dei RAEE può davvero influire sull’ambiente?

Che sia importante avviare a un corretto trattamento i rifiuti è cosa nota e diverse campagne di sensibilizzazione si susseguono da tempo, mentre lo Stato e gli Enti Locali chiedono ai cittadini e alle aziende una sempre maggiore attenzione nel conferimento dei rifiuti, con leggi stringenti. Ma è davvero necessario tutto ciò? Quanto un corretto comportamento può davvero influire sull’ambiente e sul mondo in cui viviamo? I numeri di questi primi dieci anni di vita di Ecodom possono aiutarci a farci un’idea della posta in gioco: e stiamo prendendo in considerazione solo un attore, per quanto importante, del campo dei RAEE, che rappresentano solo una piccola parte dei rifiuti che produciamo ogni giorno.

Prendiamo come riferimento il “Piano 20 20 20”, cioè il pacchetto di misure ideate dalla Comunità Europea per il periodo successivo a quello oggetto del Protocollo di Kyoto (1997 – 2012): l’impegno previsto in questo piano è la riduzione delle emissioni di gas serra del 20% entro il 2020. Una percentuale che, per la maggior parte delle persone, può significare poco o nulla: proviamo a rapportarla ai dati italiani per comprenderla meglio. Ogni anno l’Italia genera circa 400milioni di tonnellate di CO2: una riduzione del 20% significa tagliare le emissioni di 80milioni. Dunque, per rispettare gli impegni del “Piano 20 20 20” l’Italia dovrebbe diminuire le sue emissioni annue di CO2 di ben 80milioni di tonnellate: il corretto trattamento dei RAEE effettuato da Ecodom ha permesso di evitare nell’ultimo anno emissioni per circa 840.000 tonnellate di CO2, contribuendo quindi per l’1% al raggiungimento di questo obiettivo. Numeri importanti, che diventano ancora più significativi quantificando le emissioni evitate in tutti i dieci anni di vita del Consorzio: più di 7 milioni di tonnellate di CO2, pari alla quantità assorbita in un anno ad un bosco di 7.339 kmq, esteso cioè come l’intera Provincia di Torino.

Ma come si quantifica questo beneficio? Come facciamo a stabilire quanta anidride carbonica si è risparmiata con il nostro intervento? Il calcolo è riportato in modo dettagliato nel nostro annuale Rapporto di Sostenibilità. In sintesi, viene misurato lungo tutta la filiera (quindi dal conferimento dei RAEE da parte dei cittadini sino all’impianto di riciclo finale) l’impatto in termini di emissioni provocato da Ecodom (poiché anche le operazioni svolte dal Consorzio hanno un loro effetto inquinante). L’impatto di Ecodom è poi paragonato a un ipotetico scenario in cui Ecodom non esiste, e i RAEE raccolti vengono gestiti senza alcuna attenzione all’ambiente (e perciò con emissioni di CO2 ben più rilevanti): la differenza tra questi due valori rappresenta il beneficio ambientale derivante dall’attività di Ecodom.

Un calcolo analogo viene fatto per i consumi energetici, comparando l’impatto di Ecodom con quello di uno scenario in cui Ecodom non esiste: in questi 10 anni il Consorzio ha consentito un risparmio energetico di oltre 850milioni di kWh, pari ai consumi annui dell’intera città di Palermo.

Abbiamo anche calcolato quanti materiali il Consorzio ha ricavato dai RAEE trattati nel corso del decennio 2008 – 2017, provando a immaginare quanti oggetti potrebbero essere realizzati con queste materie prime: i risultati sono davvero interessanti. Ecodom ha infatti gestito in 10 anni 779.952 tonnellate di RAEE, un peso pari a quello di 2.161 Airbus A380 e ha recuperato una quantità di ferro (478.434 tonnellate) uguale al peso di 1.367 coperture della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Ancora, volete sapere quante moke si potrebbero realizzare con le 16.471 tonnellate di alluminio recuperato? Quasi 19milioni e mezzo! Le 15.650 tonnellate di rame ricavate dai RAEE potrebbero invece dar vita a 17.604 km di cavo di rame da 100 mm2, mentre con le 78.885 tonnellate di plastica potremmo realizzare quasi 220 milioni di cestini per ufficio.

“Per quanto i numeri siano davvero di grande impatto, bisogna ricordare che i RAEE rappresentano solo una piccola parte nel novero dei rifiuti in generale: ci sono altre tipologie che dal punto di vista quantitativo sono molto più rilevanti – spiega Giorgio Arienti, Direttore Generale Ecodom – Nel caso dei RAEE è però di particolare importanza l’aspetto ambientale: si tratta infatti di rifiuti che contengono spesso elementi inquinanti, e che vanno dunque trattati in modo corretto. Ecodom, oltre a essere uno dei grandi abilitatori dell’Economia Circolare (perché mette a disposizione delle aziende manifatturiere quantità significative di materie prime seconde), assicura costantemente il rispetto dell’ambiente attraverso l’adozione dei più elevati standard di qualità nel trattamento dei RAEE”.