News * 11/03/2016
Qualità in tutto, anche nei Report

Completo, rigoroso, trasparente, d’interesse tanto per gli addetti ai lavori quanto per la parte di opinione pubblica più sensibile alle tematiche ambientali. Sono queste le caratteristiche del Rapporto di Sostenibilità Ecodom. A 8 anni di distanza, e in occasione della realizzazione del Rapporto 2015, il Consorzio ha chiesto la collaborazione di un panel di autorevoli stakeholder per verificare la validità della propria impostazione e sollecitare una riflessione su un possibile ulteriore miglioramento del suo già elevato livello scientifico.

Fin dal 2008, primo anno di operatività, Ecodom si è impegnato in uno sforzo di rendicontazione completa, rigorosa e trasparente della propria attività, che andasse oltre l’ambito strettamente finanziario per dar conto, anche, delle sue performance ambientali e sociali. Strumento principale per raggiungere questo obiettivo è stato il Rapporto di Sostenibilità, realizzato nel rispetto delle Linee Guida del GRI (Global Reporting Initiative, linee guida internazionali per la elaborazione di un Bilancio di sostenibilità) e sottoposto a certificazione da parte di PriceWaterhouseCoopers, al fine di rispondere pienamente a criteri qualitativi di equilibrio, comparabilità, accuratezza, periodicità, chiarezza e affidabilità.

Con il tempo, il Rapporto è diventato per Ecodom anche il mezzo per comunicare gli impatti della propria attività sul contesto nazionale e fornire, in particolare, una misurazione concreta dei benefici ambientali assicurati dalla gestione dei RAEE effettuata in base agli standard di qualità autonomamente assunti dal Consorzio e unanimemente riconosciuti all’avanguardia, in Italia e non solo. A 8 anni dall’uscita del primo Rapporto di Sostenibilità, Ecodom ha voluto compiere una verifica della validità della strada percorsa intervistando un panel di autorevoli stakeholder sull’importanza di una elevata “qualità dei dati” nella rendicontazione extra-economica.

Sono stati intervistati: Giovanni Dotelli, Politecnico di Milano; Giorgio Galotti, Rete Cartesio; Riccardo Giovannini, Ernst & Young; Federico Magalini, United Nations University; Lorenzo Solimene, KPMG Advisory. Di seguito le domande e la sintesi delle risposte in forma aggregata.

Come verificare la qualità dei dati di un Rapporto di sostenibilità?
La serietà dei dati è fondamentale, anche se parliamo di documenti volontari e “autoreferenziali, derivati da sistemi neppure confrontabili con quelli chiamati a garantire l’accuratezza dei dati finanziari”. Non tutti i Bilanci di sostenibilità riportano numeri facilmente verificabili, perché spesso provengono da fonti interne e private. Ciò che può essere verificato è la consistenza dei dati interna (nel tempo) ed esterna, ovvero in relazione al settore. L’indicazione delle fonti, quando non interne, è un elemento importante; ma altrettanto importante è il ruolo giocato dalla reputazione dell’organizzazione che realizza il documento.

Le linee guida per la rendicontazione di sostenibilità promosse dalla Global Reporting Inititative (GRI) sono una modalità valida per la misurazione dei principali impatti ambientali di un’organizzazione?
È uno standard internazionale di cui c’era bisogno, ormai adottato da tutti coloro che vogliano pubblicare un Bilancio ambientale.

Quale è lo stato attuale del monitoraggio dei dati ambientali, sociali ed economici relativi alla raccolta, al trattamento e al riciclo dei rifiuti in Italia?
Monitorare i dati ambientali relativi ai rifiuti in Italia è un compito complesso sotto vari aspetti, anche in considerazione di alcune debolezze inerenti al sistema di raccolta rifiuti (quello della tracciabilità è, oggi, il problema maggiore). Un aspetto sul quale è indispensabile migliorare è la tempestività dei dati. Nel caso dei RAEE, il Centro di Coordinamento RAEE li fornisce a un mese di distanza, il Ministero dell’Ambiente due anni dopo: un ritardo così lungo rende impossibile al Legislatore formulare politiche efficaci su questo tema.

Come migliorare il monitoraggio dei dati ambientali, sociali ed economici relativi alla raccolta, al trattamento e al riciclo dei rifiuti in Italia?
Relativamente alla tracciabilità, occorre utilizzare di più le tecnologie esistenti. In generale, il settore privato può giocare un ruolo importante migliorando e informatizzando la raccolta dei dati e lavorando su una maggiore accountability. Va inoltre operata una selezione delle informazioni, individuando alcuni indicatori chiave su cui lavorare, in modo da raccogliere, elaborare e comunicare i dati più importanti su base mensile.

Global Reporting Initiative
link
Global Reporting Initiative
link
PriceWaterhouseCoopers
link
PriceWaterhouseCoopers
link