Normativa * 28/04/2016
Normativa Pile e Accumulatori

La normativa europea in materia di Rifiuti da Pile e Accumulatori ha l’obiettivo di garantire che il trattamento di questi rifiuti avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente, con un totale e sicuro smaltimento delle sostanze inquinanti e un elevato tasso di riciclo delle materie prime seconde.

Pile e accumulatori contengono infatti materiali che, se non sottoposti a un trattamento adeguato, possono inquinare l’ambiente: per questo la normativa italiana (D. Lgs. 20 novembre 2008 n. 188 e successive modifiche) prevede una raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuti.

Il D.Lgs. 188/2008 suddivide Pile e Accumulatori nelle seguenti categorie:

  • Pile e Accumulatori Portatili (cioè le pile comunemente utilizzate nelle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche);
  • Accumulatori Industriali (ad esempio quelli presenti nei gruppi di continuità);
  • Accumulatori per Veicoli (cioè quelli per l’avviamento di automobili ecc.).

La normativa italiana obbliga i Produttori di Pile e Accumulatori (cioè i soggetti che immettono sul mercato italiano nuove pile e accumulatori) a organizzare e gestire i rifiuti derivanti da questi prodotti. Ciascun Produttore può assolvere a tale obbligo in modo individuale (cioè implementando un proprio sistema di raccolta, in tutto il territorio nazionale, dei rifiuti di pile e accumulatori) oppure in modo collettivo (cioè realizzando il sistema di raccolta insieme ad altri Produttori).

La normativa vigente

Il Sistema di gestione dei Rifiuti da Pile e Accumulatori in Italia è disciplinato dalle seguenti norme:

  • D.Lgs. 20 novembre 2008 n. 188;
  • D.Lgs. 11 febbraio 2011 n. 21;
  • Legge 6 agosto 2013 n. 97 (art. 21).
D.LGS 188/2008
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D.LGS 188/2008
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D.LGS 21/2011
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D.LGS 21/2011
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LEGGE 97/2013 ART. 21
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LEGGE 97/2013 ART. 21
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