News * 31/01/2019
Nel 2018 le quantità di RAEE più alte di sempre: “Ma non dobbiamo e non possiamo fermarci qui, c’è ancora molto da fare”

Il 2018 di Ecodom racconta di una gestione dei RAEE che cresce sia in quantità sia in qualità, raggiungendo la più alta vetta nel suo decennio di vita: numeri importanti, specie se si considera l’impatto ambientale evitato proprio grazie alla corretta operatività del Consorzio. 
Le oltre 105mila tonnellate di RAEE gestiti nello scorso anno sono paragonabili a 232 treni Freccia Rossa o a 292 aerei Airbus A380: basta immaginarsi tutti questi mezzi uno a fianco all’altro per comprendere l’immensa mole di lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, stufe elettriche, boiler, microonde, ma anche frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici di diverso tipo e ancora monitor, tv e apparecchiature per l’illuminazione di cui stiamo parlando.
Ma prima ancora che per le quantità, ad attrarre l’attenzione dovrebbe essere la qualità del trattamento: se ben riciclati, dai RAEE è possibile ricavare ben il 90% di materie prime seconde, con un rilevante risparmio energetico rispetto all’estrazione di nuove materie prime vergini. Insomma, se entrano nel circuito corretto, questi rifiuti possono tornare a nuova vita quasi nella loro totalità, ponendosi come alfieri dell’Economia Circolare.

Un risultato di cui andare fieri? Sicuramente sì. È abbastanza? No, non finché non sarà possibile intercettare tutti i RAEE che vengono buttati, senza che si perdano in decine di rivoli di fatto senza controllo. “L’Europa impone all’Italia traguardi sempre più sfidanti: nel 2019 il target di raccolta sarà pari al 65% dell’immesso sul mercato, percentuale da cui il nostro Paese è molto lontano – ricorda Giorgio Arienti, direttore di Ecodom - È quindi indispensabile che lo Stato italiano intervenga per intercettare i flussi di RAEE gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi e che introduca sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati”. 
È infatti ormai da diversi anni che Ecodom – insieme agli altri operatori del settore - chiede controlli più stringenti su tutti coloro che si occupano di raccolta e trattamento dei RAEE: individuare tutti i flussi di RAEE che mancano all’appello è l’unico modo non solo per raggiungere gli obiettivi che ha fissato l’Europa, ma anche per ridurre in modo significativo l’impatto ambientale causato da una non corretta gestione di questi rifiuti.

I numeri della raccolta 2018

Le 105.516 tonnellate di RAEE provenienti da nuclei domestici gestite da Ecodom nel 2018 corrispondono come detto al peso di 232 Freccia Rossa 1000 da 8 carrozze o di 292 Airbus A380. 
Da questi RAEE sono state ricavate:
-    32.758 tonnellate di ferro, pari a 179 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele di Milano o a 8 volte quello della Tour Eiffel
-    1.951 tonnellate di alluminio, pari a 2,3 milioni di caffettiere
-    2.098 tonnellate di rame, pari a 23 volte il peso del rivestimento della Statua della Libertà
-    10.882 tonnellate di plastica, pari a 30,2 milioni di cestini da ufficio.

Il corretto smaltimento di questi prodotti ha permesso di risparmiare oltre 111milioni di kWh di energia elettrica (pari al consumo annuale di una città come Novara) e di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 785mila tonnellate di anidride carbonica, che un bosco esteso quanto la provincia di Lodi impiegherebbe un anno ad assorbire.

I dati regionali

A porsi in testa alla classifica dei RAEE trattati da Ecodom nel 2018 è la Lombardia, che ha contribuito al totale nazionale per oltre 20mila tonnellate. Seguono quindi l’Emilia Romagna con quasi 13mila tonnellate e la Toscana con circa 10.500 tonnellate raccolte. Tutte sotto quota 10mila le altre regioni: di poco il Veneto, con circa 9.700 tonnellate, più distanti il Lazio (7.500 ca.), il Trentino (6.600 ca.) e la Sicilia (quasi 6.300).
Fanalini di coda la Basilicata (503), la Valle d’Aosta (quasi 591) e il Molise (769), che non sfondano il tetto delle 1.000 tonnellate.