News * 31/07/2018
“Mille prove di Uno contro Zero”: con gli “Agenti Z” di FriendZ abbiamo testato i negozi (e gli italiani)

Partiamo da un dato: a quanto pare i cittadini non conoscono il servizio di ritiro dei RAEE “Uno contro Zero”, forse perché sino ad ora c’è stata poca informazione in merito a questa opportunità. Dall’altro lato della medaglia, è però vero che quando chi conosce questo servizio si reca in un punto vendita per usufruirne, i negozi nella maggior parte dei casi reagiscono bene, ritirando senza problemi i piccoli Rifiuti Elettrici ed Elettronici. Questo è quanto emerso dall’indagine. “Mille prove di Uno contro Zero” che Ecodom ha svolto servendosi dell’aiuto di FriendZ, un social network che non solo ha svolto un sondaggio presso i propri iscritti ma ha anche inviato i propri “Agenti Z” in diversi negozi per tentare di conferire un piccolo elettrodomestico avvalendosi di quanto previsto dalla legge in merito all’obbligo di ritiro “Uno contro Zero” da parte dei negozianti.

Facciamo però prima un piccolo passo indietro: di cosa stiamo parlando? “Con il ritiro Uno contro Zero la normativa italiana offre a tutti i consumatori una modalità semplice e gratuita per smaltire i piccoli RAEE in maniera corretta e sostenibile, evitando ogni danno ambientale – spiega il Presidente di Ecodom Maurizio Bernardi – È però necessaria la collaborazione di tutti coloro che entrano in relazione con i consumatori, dai negozianti alle Associazioni fino ai media, per far conoscere il più possibile questo servizio. Dall’indagine di quest’anno emergono due elementi incoraggianti: l’impegno dei rivenditori più importanti nell’offrire questo servizio in modo agile ed efficiente e l’incremento del livello di conoscenza del Decreto; nel 2017 risultava infatti noto solo a 18 italiani su 100, oggi a 27 su 100”.

Tra aprile e maggio 2018, la community di FriendZ per conto di Ecodom ha svolto una ricerca molto vasta, coinvolgendo quasi 10mila utenti che hanno dismesso 1.203 piccoli apparecchi elettrici ed elettronici. Tre le fasi del progetto: innanzitutto si è testato il livello di conoscenza del Decreto, quindi gli utenti sono stati invitati a sperimentare il servizio, infine è stata richiesta una valutazione sul servizio stesso, sia a chi lo ha provato per la prima volta in questa occasione, sia a chi lo aveva già provato in passato.

Ecco alcuni numeri:

  • Il 27,1% degli intervistati conosceva il servizio Uno Contro Zero
  • il 67,1% di questi non l’aveva comunque mai sperimentato direttamente
  • i meno informati sono siciliani e sardi (conoscenza 23,9%)
  • i più informati sono gli abitanti del Nord Est (conoscenza 28,6%)
  • i maggiori problemi nell’usufruire del servizio sono stati segnalati nel Sud (34,7%) e nelle Isole (36,9%)
  • la stragrande maggioranza di coloro che hanno sperimentato questo servizio (tra il 96 e il 98%) ne è rimasta soddisfatta e intente utilizzarlo nuovamente
  • la riconsegna è rapida: il 43% delle persone ha impiegato meno di 1 minuto, il 47,7% meno di 5 minuti.

Le criticità? Senza dubbio la già citata scarsa conoscenza di questa possibilità, anche perché il servizio non è forse pubblicizzato al meglio (nel 57% è stata segnalata l’assenza di cartelli informativi specifici presso i punti vendita), ma anche – ciò che è più grave – la richiesta di alcuni negozi di comprare una nuova apparecchiature in cambio del ritiro del RAEE da buttare. Come dice il nome stesso, il servizio “Uno contro Zero” prevede invece la possibilità di lasciare gratuitamente i piccolissimi RAEE (con dimensione massima inferiore a 25 cm, quali potrebbero essere un cellulare o un rasoio, ad esempio) senza alcun obbligo di acquisto ai negozi con una superficie superiore ai 400 metri quadri.

Infine, in alcuni casi non è stato possibile usufruire del servizio perché i negozi non si ritenevano obbligati a offrirlo o perché mancavano i cassonetti per la raccolta dei RAEE.

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