News * 30/05/2017
Maurizio Tursini confermato Presidente

Maurizio Tursini è stato nuovamente eletto alla guida di Ecodom dal Consiglio di Amministrazione che si è riunito il 10 maggio 2017. Nominato anche il nuovo Vice Presidente, Maurizio Bernardi. Il CdA è composto inoltre da Flavio Borgna, Luigi Manfredotti, Gianpaolo Platto, Carlo Traversari e Giulio Zanoni.

Maurizio Tursini è General Manager Refrigeration and OEM per l’area EMEA (Europe, Middle East and Africa) del gruppo Whirlpool, in cui è entrato nel 2014, dopo 11 anni in Indesit Company, nella quale ha occupato ruoli di crescente responsabilità, consolidando la sua expertise nei campi dell’Innovazione, del Marketing, della Ricerca&Sviluppo, dell’Ingegneria Industriale, del Cost Management e della Qualità.

Intervista a Maurizio Tursini, Presidente di Ecodom

Lei è Presidente di Ecodom da dicembre 2015: in questi 18 mesi, cosa ha caratterizzato di più la vita del Consorzio?

Credo che tre siano gli elementi distintivi dell’attività di Ecodom. Il primo è la continua ricerca dell’eccellenza operativa, sia per quanto riguarda i ritiri dalle isole ecologiche (sui quali manteniamo un livello di servizio superiore al 99,9% pur effettuando oltre 40.000 trasporti all’anno) sia soprattutto per quanto concerne il trattamento dei RAEE: nel 2016 il Consorzio ha trattato circa 96.000 tonnellate di RAEE domestici (pari a oltre il 34% del totale gestito dal Sistema RAEE), ricavandone oltre 84.000 tonnellate di materie prime seconde, con un tasso di riciclo pari a 87,5% (vale la pena di ricordare che il Parlamento Europeo auspica per il 2030 un tasso di riciclo dei rifiuti domestici pari al 70%). La gestione ambientalmente corretta di queste 96.000 tonnellate di RAEE ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 800.000 tonnellate di CO₂ (pari a quella generata dal traffico automobilistico in tutta la provincia di Milano per 30 giorni) e di risparmiare circa 96 milioni di kWh (corrispondenti al consumo elettrico annuo di una città di oltre 80.000 abitanti).

Il secondo aspetto caratteristico di Ecodom è la capacità di affrontare le sfide. Nel 2016 abbiamo fronteggiato l’ulteriore calo del valore delle materie prime seconde, che ha comportato non solo  l’aumento dei RAEE gestiti dal Sistema “formale” (+22,5% rispetto al 2015) ma anche serie difficoltà economiche per alcuni impianti di trattamento; al fine di tutelare i nostri fornitori e garantire la qualità delle operazioni di riciclo, abbiamo confermato il meccanismo di indicizzazione nei contratti di trattamento (eliminando anche la soglia minima fissata contrattualmente): è stata la nostra modalità per sostenere un caso concreto di economia circolare quale è il riciclo dei RAEE. Negli ultimi mesi abbiamo anche ampliato il servizio offerto nella gestione dei rifiuti aziendali, perché crediamo che Ecodom – per le competenze maturate e per la capacità dimostrata nel conseguire gli obiettivi della propria mission (“coniugare eccellenza ambientale ed efficienza economica”) – possa realmente aiutare le aziende italiane di qualunque settore a “fare” economia circolare, attraverso un qualificato, effettivo e documentato riciclo dei propri rifiuti.

Il terzo elemento distintivo del Consorzio è la proposta continua di occasioni di riflessione ai propri stakeholder; tra quelli promossi negli ultimi mesi ricordo in particolare l’indagine tra i Produttori di AEE sul tema della Extended Producer Responsibility in materia di RAEE, l’evento “Storie di Economia Circolare” (durante il quale sono state presentate cinque esperienze in settori completamente diversi accomunate dal fatto di aver stravolto in un’ottica più sostenibile il consueto modo di fare) e l’indagine effettuata da IPSOS per noi e per Cittadinanzattiva sul livello di conoscenza dei cittadini italiani sui Rifiuti Elettrici ed Elettronici. Abbiamo inoltre coinvolto i nostri dipendenti e i nostri Consorziati in workshop sul ruolo di Ecodom nella catena del valore delle AEE. Riflettere su ciò che facciamo è il miglior modo di prepararsi al futuro.

 

A proposito, come vede il futuro di Ecodom?

Ecodom ha dimostrato di essere, dal 2008 ad oggi, uno dei più importanti “abilitatori” della Circular Economy, poiché ogni anno mette a disposizione dell’industria manifatturiera decine di migliaia di tonnellate di materie prime seconde (ferro, rame, alluminio, plastica …). Noi siamo determinati a continuare in questo ruolo, ma il problema è il contesto in cui operiamo; il rischio, purtroppo molto reale nel nostro Paese, è che si sviluppi un’economia circolare incurante dell’ambiente: un’economia che cerca di massimizzare il riciclo delle materie prime dai rifiuti senza preoccuparsi della qualità ambientale delle operazioni di trattamento effettuate sui rifiuti non può chiamarsi “economia circolare”. Il caso dei RAEE è a questo proposito emblematico: se l’accento è posto unicamente sul riciclo delle materie prime seconde si possono estrarre ferro, rame, alluminio e plastica da un frigorifero senza curarsi del gas contenuto nelle schiume (e quindi rilasciandolo in atmosfera, con gravi danni ambientali). Un simile processo di riciclo è un esempio di economia circolare non sostenibile: risolve una parte del problema (il riciclo) aggravando però l’altra parte del problema (l’inquinamento ambientale). Questo accade in modo sistematico: basti ad esempio considerare il fatto che in un mercato di sostituzione pressoché totale come quello dei “grandi bianchi” (Raggruppamento R2) il “tasso di ritorno” (cioè il rapporto tra quantità di RAEE gestite dal Sistema RAEE e quantità immesse sul mercato) non arriva neppure al 30%: una ingente quantità di RAEE R2 (oltre 200.000 tonnellate/anno) è quindi soggetta a processi di trattamento “semplificati”, che non si possono certo definire “economia circolare”. Analoghe considerazioni valgono per altre tipologie di RAEE.

È pertanto necessario che per tutti i processi di riciclo siano definiti idonei standard di qualità, e che il rispetto di tali standard sia reso obbligatorio per legge. E’ inoltre indispensabile definire modalità di verifica del rispetto degli standard di qualità (da aggiungere agli attuali iter autorizzativi), affidando l’effettuazione di tali verifiche ad auditor qualificati. Perciò Ecodom auspica che sia finalmente emanato un decreto essenziale per il Sistema RAEE, quello sulla qualità del trattamento previsto dall’art. 18 comma 4 del D.Lgs. 49/2014, che è in ritardo di quasi tre anni.