News * 30/03/2017
La “seconda vita” della lavatrice

Quando la lavatrice smette di funzionare diventa un RAEE, un Rifiuto da Apparecchiatura Elettrica ed Elettronica. Si tratta di uno degli elettrodomestici più presenti nelle case degli italiani: pochi però sanno come e dove smaltirlo correttamente.

Dalla lavatrice, come da qualunque altro RAEE, si possono ricavare molte materie prime utili; allo stesso tempo la lavatrice può rappresentare una fonte d’inquinamento, per la presenza di sostanze dannose (come mercurio e PCB), nel caso in cui venga smaltita nel modo sbagliato.

La lavatrice fa parte del Raggruppamento R2, a cui afferiscono i principali elettrodomestici di uso comune (ad eccezione dei frigoriferi): vediamo quali materie prime racchiude al suo interno.

Materie prime ricavabili da una lavatrice

Una lavatrice è composta in media per il 61% da ferro, per il 6,4% da plastiche di diverso genere, per l’1,7% da rame e per l’1,3% da alluminio.

Per questo, dal suo riciclo possono “rinascere” 40 kg di ferro, pari a 19 pentole da cucina, 1 kg di alluminio, pari a 52 lattine, 1 kg di rame, con cui realizzare 2 metri di cavo elettrico e 4 kg di plastiche, con cui si potrebbe produrre una comoda sedia da giardino.

Inoltre, il riciclo di una lavatrice permette di evitare l’immissione in atmosfera di 7,5 kg di CO2 e il risparmio di 36,7 kWh di energia elettrica.

È quindi fondamentale che al termine della vita utile la lavatrice (così come tutte le altre Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) siano consegnati ai soggetti che per legge hanno la responsabilità della loro raccolta: gli Enti Locali (o le società di igiene urbana che gestiscono la raccolta dei rifiuti per conto dei Comuni) e i negozianti