News * 28/11/2019
I numeri dell’International E-Waste Day 2019

Più di 100 organizzazioni in 48 Paesi del mondo hanno celebrato la seconda edizione dell’IEWD con diversi eventi di azione e sensibilizzazione. Il tasso di crescita globale dei rifiuti elettronici è del 4% all’anno

La sensibilità globale sul tema dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici è in aumento: lo dimostrano i dati relativi all’International E-Waste Day 2019, diffusi dal WEEE Forum, l’organizzazione internazionale che riunisce i sistemi di raccolta dei RAEE e di cui Ecodom fa parte dal 2005.

Le tematiche della Giornata Internazionale dell’E-Waste

Celebrata in tutto il mondo lo scorso 14 ottobre 2019, la Giornata Internazionale dell’E-Waste aveva come principale obiettivo quello di promuovere la corretta gestione dei RAEE, la pratica del riutilizzo e quella del riciclo dei rifiuti. Tematiche, queste, che stanno progressivamente conquistando l’attenzione della società civile mondiale e degli organi istituzionali. Un’importante partnership siglata per l’edizione 2019 dell’IEWD è stata quella con l’Unione Internazionale delle telecomunicazioni, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni e nell'uso delle onde radio. L’accordo ha permesso agli organizzatori della Giornata di diffondere il proprio messaggio in modo ancora più ampio.

I numeri della seconda edizione dell’IEWD

Il WEEE Forum ha riferito che l’edizione 2019 dell’IEWD ha coinvolto globalmente 112 organizzazioni, un numero più che doppio rispetto a quello dell'anno scorso. I soggetti partecipanti, registrati sulla piattaforma dell’evento, provenivano da 48 paesi sparsi per i 6 continenti. Il programma mondiale ha previsto una vasta gamma di eventi: dalle campagne online, fino all’istituzione di punti di raccolta temporanei di RAEE, passando per numerose conferenze organizzate in importanti città mondiali. Alcuni di questi incontri hanno inoltre goduto di una copertura mediatica da parte di trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali. Tra questi ultimi casi c’è anche l’indagine dal titolo “Dov’è finito il mio frigorifero?” che Ecodom ha realizzato in collaborazione con Altroconsumo e che per la sua originalità ha attirato l’attenzione dei maggiori programmi d’informazione italiani.

Una precisazione dovuta

La ricerca ha rivelato che nel 39% degli oltre 200 casi tracciati i RAEE sono stati sottratti a un corretto trattamento finale, finendo in impianti non autorizzati, magazzini e mercatini dell’usato. Tra i percorsi considerati in un primo momento sospetti era stato inserito anche quello di un frigorifero gestito da Amiat, azienda di servizi ambientali di Torino. Il RAEE in esame era stato preso in consegna dai vettori di Amiat in Valle d’Aosta e trasportato fino ai propri impianti in Piemonte. Il passaggio di questo RAEE per più isole ecologiche e un contestuale malfunzionamento del dispositivo GPS installato all’interno avevano fatto ipotizzare inizialmente, ed erroneamente, a una cattiva gestione del rifiuto. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Amiat ha fornito una spiegazione esaustiva sul percorso seguito da questo RAEE, dimostrando la correttezza del proprio operato.