News * 30/05/2019
Il sistema italiano dei RAEE batte un record, ma c'è ancora tanto da fare

Superata per la prima volta nel nostro paese quota 300mila tonnellate di RAEE gestiti in un anno. Lo rivelano i dati del Rapporto Annuale 2018 del Centro di Coordinamento RAEE. Aumentano anche i ritiri effettuati dai siti di conferimento. Cresce il Sud, ma rimaniamo ancora dietro a Francia, Germania, Inghilterra e Spagna.
 

Italia e corretto smaltimento dei RAEE. Il binomio funziona, migliora di anno in anno, ma produce risultati ancora al di sotto degli obiettivi fissati dalla Comunità Europea e delle perfomance ottenute dagli altri grandi Paesi membri. È quanto rivelano i dati del Rapporto Annuale 2018 stilato dal Centro di Coordinamento (CdC) RAEE, l'ente che associa i 15 Sistemi Collettivi operanti nel Sistema nazionale di gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. 

Superata per la prima volta quota 300mila tonnellate di RAEE

Secondo lo studio, nel corso dell'ultimo anno, nel nostro Paese sono state ritirate e trattate 310.610 tonnellate di RAEE. Una quantità superiore del 4,84% rispetto a quella del 2017, quando l'ammontare totale aveva raggiunto le 296.274 tonnellate. Il dato fa segnare un record positivo per l'Italia che, per la prima volta, supera quota 300mila tonnellate di RAEE raccolti e trattati in un anno. Rispetto al passato si è assistito anche a una generalizzata crescita funzionale del servizio: sono aumentati sia i ritiri effettuati dai siti di conferimento, sia la diffusione dei siti stessi. Il numero dei ritiri dei RAEE è passato da 167.947 del 2017 ai 179.397 del 2018, con una crescita del 6,82%. Sono stati invece 4.883 i “siti” adibiti per il conferimento dei RAEE in tutto il Paese. La maggior parte di questi è costituita dai 4.212 Centri di Raccolta Comunali (CdR) che, nel 2018, hanno raggiunto una media nazionale pro capite di 7 ogni 100mila abitanti. Ben al di sopra di tale soglia si piazzano le eccellenze della Val D'Aosta e del Trentino Alto Adige con, rispettivamente, 21 e 20 CdR ogni 100mila abitanti. Indietro, con forti ritardi da recuperare, ci sono, invece, la Sicilia e il Lazio con appena 3 Centri ogni 100mila abitanti.

La crescita delle regioni del Sud

Alla buona notizia della crescita nazionale si lega quella del trend positivo ottenuto dal Sud Italia. Qui, dove tra terra ferma e isole vivono oltre 19 milioni di persone, i RAEE trattati nel 2018 sono stati 68.617 tonnellate, pari a 3,54 chilogrammi per abitante (kg/ab). La cifra è ancora molto lontana dalle 171.158 tonnellate del Nord (6,17 kg/ab), dove, però, vivono oltre 27 milioni di persone. Più vicino è il Centro Italia che, con una popolazione di 13,3 milioni di abitanti, ha gestito una quantità di RAEE pari a 70.835 tonnellate ed equivalenti a 5,30 kg/ab. A livello nazionale cresce il dato medio pro capite che, per il 2018, si è attestato sui 5,14 chilogrammi di rifiuti raccolti per abitante, contro i 4,89 dell'anno precedente. La Regione più virtuosa si conferma ancora una volta la Val D'Aosta con 10,50 chilogrammi di RAEE per abitante, mentre in fondo alla classifica c'è la Sicilia con 2,89 chili pro capite. 

Le quantità di RAEE per Raggruppamenti

Nel 2018 si è registrato un aumento quasi omogeneo nella raccolta dei RAEE appartenenti ai Raggruppamenti R1 (Freddo e Clima), R2 (Grandi Bianchi), R4 (Piccoli elettrodomestici) ed R5 (Sorgenti luminose). Fa eccezione il Raggruppamento R3 (TV e Monitor), che, rispetto agli anni precedenti, ha subito una flessione del 3,2% dovuta alla diminuzione del trend di “sostituzione tecnologica” dei vecchi televisori a tubo catodico con i più moderni schermi piatti. Sulle oltre 310mila tonnellate totali di RAEE raccolti nel 2018, la maggior parte rientrano nel Raggruppamento R2 con 101.756 tonnellate (32,76% del totale). I “Grandi Bianchi” sono seguiti da R1 con 84.125 tonnellate (27,08%);  R4 con 62.986 t. (20,28%); R3 con 59.784 t. (19,25%) e R5 con 1.961 t. (0,63%). Fra i 15 Sistemi Collettivi Ecodom è ancora al primo posto sia per quanto riguarda le quantità complessivamente gestite con 105.824 tonnellate, sia nei Raggruppamenti R1 e R2 con, rispettivamente, 36.704 e 65.300 tonnellate.

L'Italia ancora dietro in Europa

Se è indubbio che l'Italia continui a superare se stessa anno dopo anno, il nostro Paese continua a rimanere un passo indietro rispetto agli altri Paesi europei. Nel rapporto del Centro di Coordinamento RAEE le prestazioni italiane vengono messe in relazione con quelle di altre quattro nazioni con un'economia simile alla nostra: Spagna, Inghilterra, Francia e Germania. L'analisi comparativa dei cinque Paesi per l'anno 2017 (2016 per la Germania) è stata eseguita su tre dati: quello di AEE immesse sul mercato; quello di RAEE pro capite gestiti; infine quello sul tasso di ritorno, rappresentato dal rapporto tra le tonnellate raccolte e quelle immesse in circolazione. Ad eccezion fatta per il primo dato sul consumo di AEE, dove guida la Francia con 23,48 chilogrammi per abitante, seguita Germania (23,48 kg/ab), Inghilterra (20,16) Italia (13,44) e Spagna (12,37), il nostro paese risulta essere all’ultimo posto sia per quantità di raccolta che per tasso di ritorno. È stata la Francia la nazione che ha raccolto più RAEE nel 2017, con 10,29 chilogrammi per abitante, seguita da Germania (9,76 kg/ab), Inghilterra (7,98), Spagna (5,31) e Italia (4,98). Italia ultima anche per quanto riguarda il tasso di ritorno (36,39%), con Germania prima al 44,95% a precedere Francia (43,82%), Spagna (42,91%), Inghilterra (39,59%). 

Il sistema RAEE come un buon studente poco tutelato

Osservando le statistiche contenute nel rapporto del CdC RAEE, si potrebbe ipotizzare, usando una metafora scolastica, che l'intero Sistema italiano di gestione dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici assomigli a uno studente che s'impegna, ma che potrebbe fare molto di più. In questo caso, però, per consentire al Sistema di esprimere il suo intero potenziale, è necessario correggere tutti i ritardi provocati da una legislazione nazionale ancora inapplicata in diverse sue parti. Basti considerare la quantità di RAEE che annualmente viene gestita in modo fraudolento, pericoloso e altamente inquinante. Lo ricorda il presidente del CdC RAEE, Giorgio Arienti: “È indispensabile che lo Stato si domandi dove siano i RAEE che mancano all'appello, cerchi di capire perché – nonostante gli obblighi previsti dal D.Lgs 49/2014 – questi “flussi paralleli” non compaiano in alcun rapporto, scopra i soggetti che li gestiscono. RAEE trattati come rifiuti ingombranti o rottami metallici, RAEE depredati dei componenti più facili da togliere (e rivendere) e poi abbandonati in discariche abusive, RAEE esportati illegalmente, come fossero apparecchiature ancora funzionanti. Tutto questo è conseguenza della mancanza di adeguati controlli lungo la filiera e danneggia in modo pesante sia l'ambiente sia gli impianti di trattamento RAEE che rispettano gli standard di qualità fissati dal CdC RAEE”.

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