News * 30/01/2017
Il pacchetto “Circular Economy”
La fase preparatoria

Nel corso degli ultimi anni nelle istituzioni europee è cresciuto il dibattito e l’attenzione attorno alla tematica dei rifiuti. Già nel 2014, la Commissione europea aveva infatti presentato la comunicazione "Verso un'economia circolare: programma per un’“Europa a zero rifiuti” (COM(2014)398) e una proposta di modifica di alcune direttive in materia (COM(2014)397), che prevedevano il raggiungimento entro il 2030 dell’obiettivo del 70% dei rifiuti urbani riciclati e l’80% dei rifiuti di imballaggio, e il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti riciclabili a partire dal 2025.Tuttavia a seguito delle perplessità di alcune parti politiche e di alcuni Stati membri, la Commissione Juncker ha ritirato la proposta, sostituendola con un’altra sullo stesso tema attualmente all’esame delle Istituzioni. In fase di elaborazione del nuovo pacchetto sull’economia circolare, la Commissione europea ha organizzato una consultazione pubblica durata tre mesi, nell'ambito della quale sono pervenuti oltre 1.200 contributi.

I contenuti in sintesi

Il nuovo pacchetto sulla “Circular economy”, presentato nel dicembre 2015, ha un approccio integrato che va oltre il focus sui rifiuti, includendo azioni per promuovere l’economia circolare in ogni fase della catena del valore, dalla produzione alla riparazione ai prodotti secondari, coinvolgendo tutti gli attori, sia dal lato della produzione che del consumo. Oltre a fissare obiettivi comuni in materia di riduzione dei rifiuti entro il 2030 (tra i quali, il 65% per il riciclaggio dei rifiuti urbani; il 75% per il riciclaggio dei rifiuti di imballaggio; il 10% per il collocamento in discarica per tutti i rifiuti), la Commissione ha proposto azioni specifiche per alcune aree identificate come prioritarie, come plastica, materie prime critiche e costruzione e demolizioni.

Le proposte normative

Il pacchetto si compone di proposte legislative volte a revisionare le seguenti Direttive:

  1. Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE (COM(2015)595);
  2. Direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio 1994/62/CE, (COM(2015) 596);
  3. Direttiva sui rifiuti da AEE (Direttive 2000/53/CE (relativa ai veicoli fuori uso), 2006/66/CE (relativa a pile e accumulatori) e 2012/19/UE sui RAAE (COM(2015) 593);
  4. Direttiva sulle discariche 1999/31/CE (COM(2015) 594).

Delle suddette proposte, particolare rilevanza assume laproposta di modifica della Direttiva relativa ai rifiuti, che introduce, tra le altre cose:

  • nuove disposizioni in materia di regimi di responsabilità estesa del produttore, che definiscono alcuni requisiti minimi al fine di superare le differenze tra i vari Stati membri;
  • nuove disposizioni in materia di prevenzione dei rifiuti che prevedono, da parte degli Stati membri, l'adozione di misure volte, tra l’altro, ad incoraggiare l'uso di prodotti efficienti sotto il profilo delle risorse che siano fonti principali di materie prime e a ridurre la produzione di rifiuti nei processi inerenti alla produzione industriale nonché di rifiuti alimentari;
  • il potenziamento dei meccanismi di tracciabilità dei rifiuti pericolosi tramite appositi registri.

La proposta su veicoli fuori uso, pile e accumulatori, apparecchiature elettriche e elettroniche, invece, mira alla semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici e all'ottimizzazione dell'invio dei dati alla Commissione europea. In particolare, si elimina l’obbligo a carico degli Stati membri di presentare ogni tre anni le relazioni sullo stato di attuazione e si migliora la qualità, affidabilità e comparabilità dei dati statistici che andranno comunicati annualmente dagli Stati membri.

L’iter di approvazione

Le proposte legislative seguono l’iter della codecisione. La Commissione europea le ha quindi inviate a Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea, affinché possano esaminarle e proporre delle modifiche. Una volta che Parlamento e Consiglio avranno delineato la loro posizione sulle proposte, inizieranno i negoziati in trilogo al fine di definire un testo condiviso.

A che punto siamo

L’esame del pacchetto sull’economia circolare è stato avviato nel marzo del 2016 presso la Commissione ENVI (Ambiente, Salute pubblica e sicurezza alimentare) del Parlamento europeo, con l’illustrazione delle proposte da parte della relatrice, l’italiana Simona Bonafè membro del Partito Democratico. Nel corso delle oltre dieci sedute, in particolare, la Commissione ha ampiamente approfondito i contenuti delle proposte e, prima della pausa natalizia, sono stati depositate circa 1.700 proposte emendative. Per quanto riguarda il Consiglio dell’Unione europea, gli Stati membri non hanno ancora raggiunto una posizione condivisa e stanno discutendo sulle eventuali modifiche da apportare. Il Consiglio dovrebbe adottare la propria posizione sul testo in primavera.

I prossimi passaggi

Entro febbraio la Commissione ENVI dovrebbe concludere l’esame degli emendamenti e l’approvazione dei testi, mentre la votazione in Plenaria dell’intero pacchetto è previstaall’inizio della primavera. Successivamente, quando anche il Consiglio avrà adottato la propria posizione, saranno avviati i cosiddetti “triloghi”, ovvero le riunioni tra i rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione europea per esaminare le proposte legislative e giungere, così, alla definizione di un testo comune che sarà poi sottoposto a votazione. Al termine dei passaggi formali, gli atti saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, indicativamenteentro la fine del 2017.

A cura della Società di public affairs Cattaneo Zanetto & Co.