News * 30/03/2017
Gli italiani e i RAEE: dall’uno contro uno all’uno contro zero

Presentata a Roma la ricerca realizzata da Ipsos Italia per Ecodom e Cittadinanzattiva sui comportamenti degli italiani nella gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Al centro dell’indagine, oggetto di un seminario di approfondimento anche a Napoli e prossimamente a Catania (30 marzo 2017), Milano (4 aprile 2017) e Torino (5 aprile 2017) il legame tra questi comportamenti e la conoscenza delle norme che regolano in Italia il conferimento di RAEE.

Questa attività è disciplinata dal decreto “uno contro uno”, che da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell’apparecchiatura dismessa a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto “uno contro zero”, che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei RAEE di piccole dimensioni (inferiori a 25 cm) presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

 

La notorietà dei RAEE e il livello di rischio percepito

Meno di un intervistato su 4 (18%) riconosce correttamente i RAEE. Due su cinque (40%) ne hanno solo un’idea approssimativa mentre la maggioranza relativa (42%) non li conosce affatto. La percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature appare elevata, anche tra chi non le conosce, per le conseguenze dannose che il mancato trattamento può avere sull’ambiente e per le sostanze inquinanti contenute in alcuni componenti.

 

Il quantitativo di apparecchiature a rischio nelle abitazioni e le modalità di conferimento

Nelle abitazioni degli italiani le apparecchiature “a rischio”, ovvero non più in uso oppure non più funzionanti, rappresentano il 7,4% del totale posseduto. In merito alle modalità di dismissione, fortunatamente prevalgono i comportamenti virtuosi, nel 60% dei casi tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti, ma le cattive abitudini di conferimento pesano ancora il 17%.

 

Chi ha la responsabilità degli scarsi risultati di raccolta

Rispetto all’indagine effettuata da Ipsos per Ecodom nel 2011, i cittadini riconoscono di avere le principali responsabilità degli scarsi risultati di raccolta dei RAEE (in media il 35%). Nell’attribuzione di responsabilità seguono le amministrazioni pubbliche (30%), in sensibile calo rispetto al 2011 (39%). Chiamato in causa anche il canale distributivo (13%), seguito dai produttori di AEE (11%).

 

Notorietà della normativa sui RAEE: decreto uno contro uno e uno contro zero

La conoscenza del decreto uno contro uno mostra un incremento rispetto al 2011 (+13%), ma solo il 30% del campione dichiara di conoscerlo in modo approfondito: un 44% degli intervistati ancora non conosce questa possibilità di conferimento. Il 42% di coloro che sono a conoscenza dell’uno contro uno ha anche utilizzato questo servizio (in media 2,6 volte). La notorietà del decreto uno contro zero è piuttosto contenuta (18%) vista la sua recente introduzione.

 

Le potenzialità del decreto uno contro zero nell’aumento della raccolta

Secondo gli intervistati, il decreto potrà contribuire in modo significativo all’aumento della raccolta dei RAEE. Le principali motivazioni indicate sono la semplificazione del conferimento per i consumatori, anche in termini di convenienza, e le potenzialità in termini di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, promuovendo comportamenti virtuosi. Anche la possibilità di diventare uno stimolo per il canale distributivo viene indicata come punto di forza del decreto.