News * 27/07/2020
Gli elettrodomestici compresi nell’affitto di casa

Si chiama Circular Housing Project l’iniziativa che studia la possibilità di noleggiare componenti d’arredo ed elettrodomestici per poi favorirne il ricondizionamento e il riutilizzo.
Ecodom è uno dei partner impegnati a sviluppare questa idea concreta di Economia Circolare

Gli affitti del futuro potrebbero comprendere il noleggio di componenti di arredo ed elettrodomestici pronti per essere ricondizionati, preparati al riutilizzo e infine al riciclo. È questa l’idea di Circular Housing Project, iniziativa co-finanziata dall’iniziativa europea EIT Climate-KIC per sviluppare un nuovo modello di locazione immobiliare che punta a creare una vera circolarità nell’utilizzo dei prodotti e a generare valore ambientale ed economico condiviso fra aziende e consumatori.

Come funziona il Circular Housing Project

Coordinato da Redo Sgr e supportato dalle partnership di Ecodom, Politecnico di Milano, Poliedra e BSH Elettrodomestici, il progetto Circular Housing sarà ufficialmente testato da un gruppo pilota di inquilini di social housing nei quartieri milanesi di Affori e Crescenzago. Una nuova formula di leasing permetterà agli affittuari di godere dei vantaggi di mobili e elettrodomestici di ultima generazione, a basso impatto energetico e già installati all’interno delle loro abitazioni. Questa modalità servirà anche a godere del servizio di assistenza da parte del produttore e consentirà, al termine del periodo di locazione, il ricondizionamento degli elettrodomestici che, una volta riportati a nuova vita, saranno messi a disposizione dei nuovi inquilini. Il processo circolare permette ai consumatori di risparmiare, prima, sulle spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici a inizio affitto e, poi, su quelle del loro trasloco e del possibile riadattamento agli spazi della loro futura abitazione.

I vantaggi ambientali del progetto

Ai vantaggi condivisi di natura economica, il progetto Circular Housing promette di aggiungere anche quelli legati alla riduzione dell’inquinamento generato dallo spostamento di mobili ed elettrodomestici, attualmente stimato in oltre 1 tonnellata di rifiuti per ogni singolo trasloco. Sul versante dell’impatto ambientale il nuovo modello prevede importanti riduzioni pro capite di C02 equivalente: dai 600 kg CO2eq/anno generati dall'acquisto e dall’utilizzo di mobili ed elettrodomestici, si stima di arrivare a 300 kg CO2eq/anno grazie al ricondizionamento dei prodotti in leasing. Una riduzione che, se il progetto dovesse funzionare ed essere esteso, potrebbe raggiungere in dieci anni 8,4 Mt CO2eq, corrispondente alla quantità assorbita in un anno da un bosco di 8.400 kmq, pari alla superficie della Regione Umbria.

Dal possesso del bene all’accesso al servizio

La logica del Circular Housing Project poggia sulla cosiddetta disownership, nota strategia di Sharing Economy che mira a sostituire il possesso del bene con l’accesso ai servizi e che già da diversi anni viene applicata a settori chiave dell’economia come la mobilità e il turismo. “Rent, Borrow, Lease” (noleggiare, prendere in prestito, affittare) sono i capisaldi di un paradigma che da un lato contribuisce all’estensione della vita dei prodotti attraverso la loro mutualizzazione e redistribuzione fra più consumatori, dall’altro evita il rischio che i beni rimangano inutilizzati (o sottoutilizzati) e perdano parte del loro effettivo valore. Il Circular Housing Project mira ad evitare tale effetto grazie al coinvolgimento di diversi attori in tutte le fasi di applicazione del piano: da quella della fornitura iniziale dei prodotti - regolata da un istituto finanziario - fino a quelle (coordinate da Ecodom) del loro ricondizionamento e ricollocamento. «Il Circular Housing Project servirà a promuovere comportamenti sempre più circolari e sostenibili nella vita quotidiana: un modello virtuoso che auspichiamo di vedere replicato presto anche in altre città italiane», ha dichiarato Maurizio Bernardi, Amministratore Delegato e CFO di BSH Elettrodomestici e Presidente di Ecodom. Per Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom, «la riduzione del nostro impatto sull’ambiente passa anche da una nuova concezione del fine vita dei prodotti, inteso come ricondizionamento invece che come riciclo».