News * 30/03/2017
Editoriale

Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha adottato la propria posizione sulle proposte (note con il nome di Pacchetto sull'Economia Circolare) di revisione di quattro Direttive sul tema “rifiuti”. Queste le novità più importanti contenute nella posizione del Parlamento rispetto alla proposta originaria della Commissione europea:

  • introduzione di obiettivi più ambiziosi di riciclo: entro il 2030 almeno il 70% in peso dei rifiuti urbani dovrà essere riciclato o preparato per il riutilizzo; per i rifiuti da imballaggio l’obiettivo proposto è pari all’80% (sempre entro il 2030);
  • definizione di specifici criteri per gli schemi di Responsabilità Estesa del Produttore (come i Sistemi Collettivi di gestione dei RAEE).

La posizione del Parlamento Europeo costituirà la base per il negoziato in trilogo con la Commissione e il Consiglio: è quindi un primo passaggio verso la definitiva approvazione del “pacchetto”, che ci auguriamo possa avvenire senza un “downgrading” dei contenuti. Sarebbe invece opportuno che nei successivi step negoziali fosse introdotto l’obbligo di rispettare elevati standard di qualità nel trattamento dei RAEE.

Per quanto riguarda i RAEE, vale la pena di sottolineare che i tassi di riciclo sono già ampiamente superiori al 70% indicato dal Parlamento Europeo: nel 2016 Ecodom ha trattato 95.889 tonnellate di RAEE dalle quali ha ricavato 84.206 tonnellate di materie prime seconde (87,8%).

Il passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare richiede però anche un’urgente e approfondita riflessione sul mercato delle materie prime seconde. Oggi, purtroppo, i materiali riciclati dai RAEE (soprattutto ferro e plastica) se ricavati con processi di trattamento ambientalmente corretti sono più costosi di quelli vergini (il cui prezzo è spesso determinato da fenomeni speculativi a livello internazionale). Di questo si parlerà nella Conferenza organizzata a Malta il 26 e 27 aprile 2017 dal WEEE Forum (associazione che riunisce trenta Sistemi Collettivi – tra cui Ecodom – che in Europa si occupano della gestione dei RAEE), come raccontiamo in un articolo di questo numero della newsletter.

Altro tema affrontato in questo numero è l’applicazione dei nuovi Eco-contributi RAEE ai Produttori aderenti a Ecodom dal 1° aprile 2017. L’incremento degli ECR è legato essenzialmente all’aumento delle quantità di RAEE gestite dal Consorzio: basti ricordare che nel primo bimestre 2017 Ecodom ha trattato circa 16.500 tonnellate di RAEE, contro le 12.000 del primo bimestre 2016, con una crescita del 38%.

Maggiori quantità di RAEE significano anche una maggiore responsabilità: per questo continueremo a lavorare per migliorare la qualità e lefficienza della nostra macchina operativa, e continueremo a raccontare in modo trasparente le criticità incontrate e i risultati raggiunti.

 

Giorgio Arienti

Direttore Generale Ecodom