News * 30/01/2017
Editoriale - Gennaio 2017

Come leggerete in uno degli articoli di questa newsletter, nel 2016 la quantità di RAEE gestita da Ecodom è aumentata del 21,6% rispetto al 2015. E’ un risultato significativo, che deriva senza dubbio da un’accresciuta consapevolezza dei cittadini italiani sull’importanza della raccolta differenziata dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici. L’incremento della quantità di RAEE gestita da Ecodom (così come da tutti gli altri Sistemi Collettivi operanti sotto l’egida del Centro di Coordinamento RAEE) ha però anche un’altra spiegazione: la drastica diminuzione del valore delle materie prime seconde registrata nel 2016 ha fatto calare il fenomeno dell’intercettazione dei RAEE da parte del  “mercato parallelo”, cioè di tutti quei soggetti più interessati ad estrarre dai RAEE le materie prime seconde al minor costo possibile che a effettuare un trattamento idoneo dal punto di vista ambientale.

E’ una situazione delicata, che è purtroppo conseguenza di una lacuna normativa.

Il D.Lgs. 49/2014, infatti, ha ufficializzato il modello “all actors” (i soggetti che effettuano la raccolta dei RAEE – Enti Locali e Distributori – possono cedere i RAEE al miglior offerente, purché in possesso di un’autorizzazione al trattamento dei RAEE), affidando ai Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche un ruolo sussidiario rispetto al mercato: quando dai RAEE si può ricavare poco, nessuno degli “altri attori” fa offerte interessanti e i RAEE vengono consegnati ai Sistemi Collettivi; quando aumenta il valore delle materie prime seconde contenute nei RAEE, il mercato si scatena e i RAEE gestiti dai Sistemi Collettivi diminuiscono.

Niente di male, apparentemente: solo il “gioco delle parti” fissato dalla legge.

Peccato che questo gioco avvenga in condizioni non eque. Dall’entrata in vigore del D.Lgs. 49/2014 sono ormai passati quasi tre anni, e ancora non c’è traccia del Decreto attuativo sulla qualità del trattamento, che dovrebbe stabilire gli standard di qualità per il trattamento dei RAEE e le modalità di verifica del rispetto di tali standard da parte di tutti gli impianti. In assenza di questo Decreto, l’attuale sistema autorizzativo (in capo a Regioni e Provincie) non basta a garantire l’effettivo utilizzo di processi di trattamento dei RAEE ambientalmente corretti: questa lacuna normativa determina una concorrenza sleale da parte di soggetti che hanno costi operativi molto bassi (poiché non rispettano alcuno standard di qualità) nei confronti degli operatori “virtuosi” che lavorano per conto dei Sistemi Collettivi rispettando gli stringenti requisiti definiti dall’Accordo di Programma sottoscritto tra il Centro di Coordinamento RAEE e le Associazioni dei Riciclatori.

Regole uguali per tutti: abbiamo bisogno di questo.

Giorgio Arienti
Direttore Generale Ecodom