News * 19/12/2016
Ecodom e Cittadinanzattiva insieme per il corretto riciclo dei RAEE

Una guida sarà distribuita in tutte le regioni italiane per spiegare ai cittadini cosa sono i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e qual è il giusto modo di smaltirli.

Far sapere ai cittadini che cosa sono i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e spiegare il modo corretto di smaltirli: questo l’obiettivo della Guida “Rifiuti elettrici ed elettronici: come fare?”, realizzata congiuntamente da Ecodom e da Cittadinanzattiva, organizzazione fondata nel 1978 che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.

Distribuita nelle 20 sedi locali di Cittadinanzattiva (una per regione) nonché disponibile on line, tramite i social network e i siti www.cittadinanzattiva.it e www.ecodom.it, la pubblicazione risponde in modo chiaro, con un linguaggio semplice ma accurato e l’ausilio di numerosi immagini e infografiche, alle domande fondamentali sul tema: quali e quante sono le materie (ferro, plastiche, alluminio, rame, vetro, ecc.) contenute in un’apparecchiatura elettrica o elettronica; l’attuale normativa che regola la raccolta e la gestione dei RAEE; alcuni consigli pratici da tenere a mente quando ci si vuol disfare di una vecchia apparecchiatura elettrica ed elettronica (non buttare mai i RAEE nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente e non dimenticarli in casa; portarli alla più vicina isola ecologica; chiedere al Comune, o alla società che per suo conto effettua i servizi di gestione dei rifiuti urbani, il ritiro a domicilio dei RAEE ingombranti; consegnare, in caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, al negoziante quello da buttare, purché “equivalente” a quello comprato; portare ai negozi di apparecchiature elettriche ed elettroniche i propri RAEE di piccolissime dimensioni, anche quando non si acquisti nulla di nuovo).

Secondo le ultime rilevazioni, la quantità di RAEE “prodotta” in un anno da ogni cittadino italiano ammonta a quasi 13 chili, che si traduce in un totale di circa 800 mila tonnellate. Sottoporre i RAEE a una raccolta differenziata - esattamente come già accade per la plastica, la carta, il vetro - da un lato consente di estrarre con tecnologie appropriate e di smaltire correttamente alcune sostanze inquinanti in essi contenute, dall’altro permette di ricavare importanti quantità di materie prime da riutilizzare: da quelle più comuni come ferro, alluminio, plastica e rame, a quelle più preziose o strategiche, come oro, palladio, cobalto, grafite. Il tutto impiegando meno energia e provocando un impatto ambientale inferiore rispetto a quelli derivanti dall’estrazione di materie prime vergini.

Molti cittadini italiani, ma non tutti, sembrano aver acquisito consapevolezza di ciò. Questo, almeno, emerge dai numeri forniti dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva sulla base dei dati 2015 del Centro di Coordinamento RAEE. È vero, infatti, che la quantità di RAEE raccolti e riciclati è in aumento, ma tale risultato è frutto di una situazione geografica assai variegata: nel 2015, solo in 49 province la situazione appare in miglioramento rispetto agli anni precedenti, mentre in 40 province la raccolta è ancora al di sotto dei 4 kg per abitante (target in vigore fino al 31 dicembre 2015). E appena 4 province superano non solo il target 2015 ma quello fissato per il 2016, che prevede per l’Italia una raccolta pro-capite pari a circa 7,5 chili per abitante: sono Olbia-Tempio (10,23), Como (10), Aosta (8,24) e Sassari (7,92). In altre 3 province la situazione è rimasta stabile, mentre in ben 58 province è addirittura peggiorata rispetto a cinque anni fa: senza un deciso cambio di passo, dunque, appare irrealistica per il nostro Paese la possibilità di raggiungere l’obiettivo di circa 10 chili per abitante fissato dalla Comunità Europea per il 2019.

Nel complesso, la più alta media pro-capite si riscontra nelle regioni del nord: Valle d’Aosta, Trentino e Friuli-Venezia Giulia; in forte ritardo, invece, il Sud con Campania, Sicilia e Puglia. “Nella gestione dei rifiuti - commenta Tina Napoli, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - è la solita Italia a più velocità: vale per le tariffe come per i RAEE. A fare la differenza sono le capacità degli amministratori di implementare nei territori politiche nazionali ed obiettivi europei, gli investimenti in infrastrutture dedicate, a partire da una più capillare presenza di specifici centri di raccolta, ma anche la capacità di fare rete tra i vari soggetti della filiera direttamente interessati (produttori, distributori, consorzi, ecc.) con le Amministrazioni pubbliche e la società civile organizzata”.