News * 30/01/2020
Ecodom all’International Electronics Recycling Congress IERC2020

A Salisburgo gli esperti del nostro team Projects & Researches hanno illustrato gli sviluppi del progetto PolyCE. L’evento leader sul tema del Riciclo ha inoltre ospitato interventi sul futuro della mobilità, sul recupero della plastica e sull’Internet delle Cose applicato alla gestione dei RAEE

Il futuro dei rifiuti elettronici, ma anche i rifiuti elettronici nel futuro. Questa la riflessione che ha animato i lavori dell’International Electronics Recycling Congress (IERC) 2020, evento leader sul tema del riciclaggio dell’E-Waste. Durante quattro giorni di workshop e conferenze, ospitate dal 21 al 24 gennaio a Salisburgo (Austria), oltre 500 esperti provenienti da tutto il mondo si sono confrontati su tematiche ambientali e sullo studio delle nuove tecnologie per il recupero sicuro di materie inquinanti come la plastica.

La ricerca presentata da Ecodom

La prima giornata di lavori è stata preceduta dal workshop del progetto PolyCE dal titolo “How to optimize Plastics Recycling to Obtain High Quality Polymers for Circular Electronics?” che ha riunito produttori di AEE, rappresentanti di Consorzi RAEE e altri esperti provenienti da diversi Paesi europei, ma anche da Canada, Giappone, Rwanda e Sud Africa. In questa sede, gli specialisti del team Projects & Researches di Ecodom hanno presentato alcuni risultati del progetto PolyCE: nello specifico il focus è stato posto sui vantaggi della strategia di clusterizzazione, ovvero di quel processo di separazione dei RAEE in specifiche famiglie di prodotti e della loro successiva lavorazione separata per ottenere plastica di elevata qualità, verificati attraverso l’attività svolta durante i demonstrators, test industriali condotti grazie al supporto dei fornitori del nostro Consorzio. I trial, coordinati da Ecodom, sono serviti a valutare la fattibilità operativa ed economica dell’approccio teorico sviluppato da PolyCE. Il workshop invece è stata l’occasione per raccogliere gli input dei partecipanti. In questo contesto è stata espressa la necessità di coinvolgere più consumatori per facilitare l’attività di cluster già nella fase di raccolta; di esplorare soluzioni tecnologiche per la cernita automatica dei prodotti; di creare sinergie con la gestione di altre tipologie di rifiuti, come batterie e componenti elettronici. Dal confronto con gli stakeholder è emerso che la sostenibilità economica del progetto può essere garantita solo tramite l’attuazione di pratiche che riescano da una parte ad assicurare grandi volumi di rifiuti da trattare e, dall’altra, a creare meccanismi di incentivazione all’utilizzo di plastica riciclata da parte dei produttori.

Il nuovo concetto di mobilità

La mobilità futura sarà multimodale e multifuel. È lo scenario prospettato dal professor Egbert Lox, capo del settore Ricerca e Sviluppo di Umicore, azienda belga specializzata nel recupero di metalli preziosi dalla lavorazione di vecchie componenti tecnologiche. Per Lox, nei prossimi anni si rafforzeranno i tre pilastri della mobilità (pubblico, privato e sharing) e i mezzi di trasporto saranno alimentati sia da fonti fossili che da fuel cell a idrogeno e da batterie elettriche. L’esperto ha ricordato il rapporto funzionale che lega i sistemi di mobilità ai materiali preziosi. Il caso più evidente è quello del loro utilizzo nei catalizzatori per il controllo delle emissioni dei sistemi di trasporto tradizionali. Si tratta di una vera e propria sfida verso la sostenibilità, dal momento che alcuni di questi metalli rientrano nella lista di quelli considerati critici dalla Commissione europea. Ad oggi i materiali riciclati riescono a soddisfare una fetta rilevante della domanda di metalli proveniente dal settore automotive: per quanto riguarda i catalizzatori, il contributo dei materiali riciclati è pari al 44% nel caso del platino, al 30% per il palladio e al 39% per il rodio, ma – ha precisato Lox - ancora molto deve essere fatto sul tema della raccolta e dell’ottimizzazione dei processi di riciclo. Il manager Umicore ha infine presentato il progetto di un catalizzatore innovativo, che promette di portare le emissioni di un’auto diesel a 0ppm indipendentemente dal tipo di condizione di guida.

Il settore chiave della plastica

“Non possiamo vivere senza plastica. La domanda globale di questo materiale arriverà a 26 milioni di tonnellate nei prossimi trent’anni”. Questo uno dei passaggi più importanti dell’intervento di Surendra Patawari, presidente della belga Gemini Corporation NV, società che siede nel consiglio di amministrazione di Alliance to End Plastic Waste e membro del World Economic Forum. Nel corso degli anni, Gemini si è distinta come soggetto virtuoso dell’Economia Circolare nonché come leader mondiale nel settore dei rottami di plastica, con un’attività di riciclo che comprende oltre 450 milioni di chili di plastica, più di 50 milioni di pneumatici, 1,5 milioni di frigoriferi e 300mila automobili all’anno. L’industria del riciclo è fondamentale. – ha ricordato Patawari - Purtroppo, a differenza del mondo della carta e dei metalli, i produttori dei materiali vergini percepiscono questo settore come un competitor”. Il focus dell’intervento di Patawari ha riguardato la necessità che le grandi aziende utilizzatrici di plastica, per di più coinvolte nella promozione dell’uso di materiale riciclato, rispettino gli impegni presi a livello pubblico e si facciano carico dei costi legati all’end of life dei loro prodotti. Il numero uno di Gemini ha inoltre ricordato che la qualità della plastica recuperata non è ancora sufficiente per rispettare il target fissato dalla Commissione europea e pari a  10 milioni di tonnellate di plastica riciclata utilizzata in nuovi prodotti entro il 2025. Più concreti, sembrano essere gli sforzi della ricerca sulla strada del riciclo chimico della plastica: un processo che può contribuire notevolmente a ridurre le quantità di rifiuti che finiscono negli inceneritori e che, quindi, contribuiscono a mantenere elevate le emissioni di CO2 nell’atmosfera. La plastica riciclata attraverso un processo chimico ha qualità uguali alla plastica vergine e gli agenti chimici utilizzati nell’operazione possono essere riutilizzati. A questo modello punta il progetto NONTOX, finanziato dal Programma quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione, Horizon 2020, che coinvolge con Ecodom altri 11 partner in tutto il Continente europeo.

Il CleanTech Programme e l’IoT per la gestione dei RAEE

Tra i protagonisti dell’IERC 2020 non poteva mancare l’oggetto più diffuso del Ventunesimo Secolo: lo smartphone. Come si recuperano i materiali in esso contenuti? La risposta fornita dagli esperti è quella di una filiera che comprende un processo automatizzato per rimozione delle batterie (frammentazione elettroidraulica), seguito da quello per la separazione dei diversi materiali (attraverso dei sensori) e da un ultimo per il recupero finale delle frazioni plastica (attraverso solventi chimici). A un riciclo sostenibile guarda il CleanTech Programme, iniziativa promossa dall'associazione internazionale degli operatori di rete mobile (GSM), per coinvolgere l’industria della comunicazione mobile sul tema della sostenibilità della gestione dei RAEE nei Paesi a medio e basso reddito. La strategia è quella di puntare sull’impiego di materie riciclato, sullo sviluppo di un design sostenibile per i prodotti e sull’utilizzo di minerali che non provengono da zone in conflitto.

L’Internet delle Cose (IoT) al servizio della gestione dei RAEE. L’idea è semplice: se tutti gli oggetti riusciranno a comunicare come ad oggi fa uno smartphone, si potrebbe ottenere un monitoraggio continuo sulle condizioni di funzionamento dei prodotti. Sarebbe garantito anche lo scambio informazioni tra produttore e consumatore, nonché il controllo di tutte le fasi della catena di valore e di quello del prodotto a fine vita. Il progetto, secondo gli esperti, potrebbe presto essere reso possibile dalla diffusione della tecnologia 5G e dall’integrazione di antenne e sensori direttamente nelle parti plastiche dei prodotti. Si tratta di una sfida vera e propria che il mondo lancia al settore della ricerca sul campo della plastica e dei metalli.