tutti gli articoli
News * 21/06/2016
Dare una seconda vita, alle cose e alle persone

Il 24 maggio scorso Ecodom ha presentato a Milano il Rapporto di Sostenibilità 2015, che come ogni anno dà conto in maniera rigorosa e trasparente delle performance ambientali, economiche e sociali dell’attività del Consorzio. Per farlo ha scelto una strada innovativa: quella di raccontare, oltre alla propria, altre “Storie di Economia Circolare”.

“Storie di economia circolare”. Questo il titolo dell’incontro tenutosi il 24 maggio scorso a Milano, nella sede della Fondazione Catella, organizzato da Ecodom per presentare i risultati del Rapporto di Sostenibilità 2015, che rendiconta come ogni anno (il Rapporto è giunto all’ottava edizione) in modo rigoroso e trasparente, agli azionisti e agli altri stakeholder le performance ambientali, economiche e sociali della propria attività.

Storie di economia circolare

Le ragioni del titolo, del format e dei partecipanti invitati all’evento sono state spiegate all’inizio della mattinata: nel 2015 Ecodom ha gestito oltre 78 mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ricavandone oltre 68 mila tonnellate di materie prime seconde. Il Consorzio, dunque, contribuisce in misura significativa e in maniera concreta ed efficiente allo sviluppo di una vera “economia circolare”. Che vuol dire il superamento del modello di business improntato all’usa e getta per sostituirlo con uno capace di dare una “vita nuova” alle cose, a beneficio dell’economia, della società, dell’ambiente, di chi lo abita oggi e, soprattutto, delle future generazioni.

L’economia circolare, ha spiegato il direttore generale di Ecodom Giorgio Arienti nel saluto iniziale, “è l’invenzione e la definizione di un assetto più sostenibile e più duraturo del tempo, con lo sviluppo di sistemi Zero Waste, senza sprechi di materiali, di oggetti, ma anche di occasioni e di vita”. Da qui è nata l’idea di invitare persone operanti in ambiti assai diversi tra loro, ma accomunate dal tentativo di andare oltre quel modello “produco-consumo-butto” che ha finora caratterizzato lo sviluppo economico dei Paesi occidentali e al quale sembrano ispirarsi anche quelli emergenti. A ciascuno degli invitati è stato chiesto di raccontare la sua “storia di economia circolare”. E di come operi ogni giorno, concretamente, per dare “una seconda possibilità” alla materia, alle cose e alle persone.

Gli ospiti intervenuti all'evento

Sollecitati da Marica Di Pierri, responsabile Comunicazione dell’Associazione “A Sud” (impegnata nella denuncia degli impatti ambientali, sanitari, sociali ed economici dell’attuale modello di sfruttamento delle risorse, di produzione e di smaltimento dei rifiuti) e presidente del Centro Documentazione Conflitti Ambientali, sono intervenuti:

  • Antoine Roy, direttore Business Development di Envie, una federazione francese che ha fatto del ricondizionamento degli elettrodomestici un’esperienza di riabilitazione sociale;
  • Davide Oldani, chef del ristorante “D’O” di Cornaredo (Milano) e sostenitore di una cucina innovativa, capace di dare valore a tutti gli ingredienti compresi quelli più “popolari”, perché l’eccellenza può nascere anche dalla semplicità;
  • Franco Fontana, vicepresidente della cooperativa sociale Insieme di Vicenza, una onlus impegnata da quasi quarant’anni a trasformare gli scarti in risorse;
  • Massimo Parisi, direttore del carcere di Bollate, in prima linea nel consentire a molti detenuti di “ricominciare a vivere attraverso il lavoro”;
  • Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, che dal 1994, attraverso l’iniziativa “Comuni Ricicloni”, premia i risultati migliori ottenuti da comunità locali, amministrazioni pubbliche e cittadini nella raccolta differenziata dei rifiuti.
Gli ospiti intervenuti all'evento

Nel 2015 Ecodom ha gestito 78.265 tonnellate di RAEE, pari al 31,4% di tutti i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche generati in Italia. In particolare, ha gestito il 49,3% dei rifiuti del Raggruppamento R1 (freddo e clima) e il 62,4% dei rifiuti del Raggruppamento R2 (grandi bianchi).

Quest’attività ha consentito il riciclo di 68.715 tonnellate di materie prime seconde, tra cui:

  • 47.076 tonnellate di ferro (quanto necessario per la costruzione di 6 Tour Eiffel)
  • 1.657 tonnellate di alluminio (pari alla quantità utile a produrre 103,5 milioni di lattine)
  • 1.489 tonnellate di rame (equivalenti a 16 Statue della Libertà)
  • 8.000 tonnellate di plastica (sufficienti a realizzare 3,2 milioni di sedie da giardino).

Oltre che per le rilevanti quantità di materie prime seconde ottenute, i benefici dell’attività di Ecodom sono significativi soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle sostanze inquinanti (contenute nei RAEE) che sarebbero rilasciate in atmosfera se questi rifiuti fossero trattati in modo non corretto e il risparmio sui costi energetici che deriverebbero dall’estrazione di materie prime vergini. In questo senso, nel 2015 il Consorzio ha:

  • evitato l’immissione in atmosfera di 810.469 tonnellate di CO2, pari alla quantità di anidride carbonica assorbita in un anno da un bosco grande quanto la provincia di Lecco (810 Kmq);
  • fatto risparmiare 321.500 GJ di energia elettrica, equivalenti al consumo annuo di una città di oltre 75.000 abitanti.

Questa, in sintesi, la storia di economia circolare di cui Ecodom è stato protagonista nel 2015. Negli articoli seguenti, le testimonianze degli altri partecipanti.

57.000 t.
negli ultimi 12 mesi
57.000 t.
negli ultimi 12 mesi
870.000 t. CO2
negli ultimi 12 mesi
870.000 t. CO2
negli ultimi 12 mesi
1.800 t.
negli ultimi 12 mesi
1.800 t.
negli ultimi 12 mesi
100.000.000 kWh
negli ultimi 12 mesi
100.000.000 kWh
negli ultimi 12 mesi
1.900 t.
negli ultimi 12 mesi
1.900 t.
negli ultimi 12 mesi
9.000 t.
negli ultimi 12 mesi
9.000 t.
negli ultimi 12 mesi
41.000
negli ultimi 12 mesi
41.000
negli ultimi 12 mesi