News * 28/11/2019
Concorso “Storie di Economia Circolare”, la cerimonia di premiazione a Milano

Il 12 dicembre 2019 l’evento, presentato dal giornalista Riccardo Iacona, si terrà a partire dalle ore 17 presso la Fondazione Catella in via Gaetano di Castillia. Ecco tutte le opere finaliste

Il 12 dicembre 2019 saranno resi noti i nomi dei vincitori del Concorso “Storie di Economia Circolare”, organizzato da Ecodom e dal Centro Documentazione Conflitti Ambientali per premiare gli storyteller capaci di raccontare i cambiamenti già in atto nel tessuto produttivo del nostro Paese.

I numeri della seconda edizione di “Storie di Economia Circolare”

La cerimonia di premiazione sarà ospitata dalla sede della Fondazione Catella in via Gaetano de Castillia 28 a Milano. A partire dalle 17, i finalisti delle cinque categorie in gara – Video, Foto, Scrittura, Radio e Fumetto – si alterneranno sul palco dell’evento che quest’anno sarà moderato dal giornalista RAI Riccardo Iacona. La serata è la conclusione di un contest che ha raccolto, dall’inizio di quest’anno, 81 racconti di nuovi modelli produttivi più sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Alla finale, dopo il voto online di 12mila utenti, sono arrivate 31 opere che saranno sottoposte alla votazione della Giuria di Qualità, coadiuvata da un membro del CDCA e da un rappresentante del Comitato Scientifico del Concorso. I vincitori si aggiudicheranno i seguenti premi: 4.500 euro per la categoria Video, 4.000 euro per la categoria Foto, 2.500 euro per la categoria Audio, 2.500 euro per la categoria Fumetto e 2.000 euro per la categoria Scrittura.

I finalisti della categoria Video

Sono 8 le opere finaliste per la categoria Video. “(R)ecology”, di Simone Inagni e Emilia Cedrone; “Bag Studio Architettura Sostenibile con materiali naturali” di Giuseppe Chiantera e Sara Muscogiuri; “Bea e il Circolo della pelle” di Barbara Olmai e Antonio De Luca; “Il Salto” di Silvia Luciani; “Noi genitori” di Chiara Zago e Sara Martignoni; “Please sit” di Andrea Galliano; “Terrafelix” di Artemide Alfieri e Giuseppe Basile; “Trait D’union – L’anello di congiunzione” di Luigi Cuppone e Giulia Cinelli. Oltre al premio in denaro, le opere in concorso nella categoria video si contendono la possibilità di essere proiettate alla prossima edizione del prestigioso Trieste Film Festival, che si svolgerà dal 17 al 22 gennaio 2020. Sui video in concorso, il regista Andrea Segre, giurato della relativa Categoria, ha dichiarato: “Pur essendoci ancora una maggioranza di opere che si affidano ad uno sguardo un po’ pubblicitario ed istituzionale rispetto ai progetti di cui parlano, emergono sempre più numerose le opere capaci di unire la loro funzione didascalica ad una libertà creativa e una intensità narrativa sempre maggiori”. Secondo il cineasta: “Alcune delle opere riescono a raccontarci storia di vita, persone, sguardi, pensieri che rendono l’approccio ai progetti e all’economia circolare in generale più intenso e meno scontato. Al di là di questi aspetti più formali, rimane importante la grande diversità e complessità di storie raccontate: la cosa credo più bella di questo concorso è proprio l'aver creato un archivio ampio e intenso di storie capaci di rappresentare la vastità e la diffusione delle imprese e delle sfide di economia circolare in Italia”.

I finalisti della categoria Fotografia

Al termine della prima fase di votazione, sono 6 le opere finaliste della categoria Foto. “Ciclonauti alla riscossa” di Massimo Simeone; “Day” di Alessandro Romagnoli; “La fogna come il maiale: non si butta niente” di Stefano Camellini; “Nigredo_Terra Nera (Al-Kimiya)” di Annalisa Cervi; “Oggetti comunicanti di Economia Circolare” di Marta Bortoli; “Rifò” di Fabrizio Sarra e Lucia Capobianco.

Giulia Tornari, foto editor dell’agenzia Contrasto e giudice della categoria Foto, ha dichiarato: “In generale i lavori fotografici che hanno partecipato al concorso raccontano storie di aziende e di artigiani e documentano i luoghi e l’operatività delle persone coinvolte. L’utilizzo del mezzo fotografico è stato vario: le fotografie sono state scattate a colori e in b/n, sono stati utilizzati molteplici stili di racconto narrativo quali il reportage, la fotografia di paesaggio, lo still-life. I fotografi hanno cercato di documentare al meglio delle loro capacità cosa significa fare economia circolare, a mio avviso tema non semplicissimo da rappresentare con il medium fotografico”.

I finalisti della categoria Fumetto

Sono 6 i finalisti anche per la categoria Fumetto. “La carta è…” di Massimiliano Fratter e Marco Arioli; “Linfa” di Laura Lofaro; “Qual è il suono del cambiamento?” di Martin Cambriglia; “Refugee Scart – L’arte di ricreare” di Valerio Chiola; “Ripartendo dal lombrico” di Andrea Fasano e Assia Ieradi; “Solo Una” di Salvatore Giommarresi. Il giurato della categoria Fumetto è il graphic journalist e Direttore artistico del Museo del Fumetto di Cosenza, Andrea Scornaienchi, secondo cui il livello raggiunto dai fumetti in concorso è molto alto. “Le opere in gara – ha detto Scornaienchi - hanno raggiunto l’obiettivo di raccontare delle storie inerenti al tema del concorso e, in molti casi, lo hanno fatto attraverso una straordinaria originalità, in termini stilistici, senza dimenticare il senso dell’operazione”.

I finalisti della categoria Radio

La categoria Radio vede in finale 5 podcast. “Avanzi di Valore” di Benedicta Pretorino; “Biometano. Il volo del futuro” di Rita Missiroli; “Il sistema Balon” di Pierpaolo Bonante; “Non bisogna dire mobili vecchi” di Marco Fantacuzzi e Davor Marinkovic; “Terre Rare” di Agnese Ferro e Silvio Franceschet. La giornalista di Rai Radio3, Florinda Fiamma, è la giurata della categoria Radio: “Quest’anno – ha detto Fiamma - abbiamo ottenuto delle registrazioni di qualità migliore rispetto alla precedente edizione. In tutti i casi, infatti, abbiamo ascoltato un buon livello audio per ogni opera, senza alcun errore grossolano. Anche se, però, non tutti i concorrenti hanno preso in considerazione che, per un’opera che possa davvero essere ritenuta un podcast o un audio-documentario di buon livello, oltre alla cura nel registrare le voci, serve altrettanta cura nella presa diretta dei suoi ambientali, perché solo così si può davvero dare vita al podcast e far entrare chi ascolta in una suggestione narrativa credibile e avvolgente; altrimenti solo con la tecnica si ottiene un discreto pezzo giornalistico o uno spot pubblicitario. Nella richiesta documentaristica invece la narrazione è fondamentale, tanto quanto la qualità tecnica di ripresa della voce narrante o delle interviste”.

I finalisti della categoria Scrittura

Sono 6 i racconti finalisti nella categoria Scrittura. “A passi di bimba” di Laura Trappetti; “Carmina Campus” di Angelo Mastrandrea; “Fortunale, il vento che cambia la moda” di Francesca Gresia; “Junker, il codice a barre che salverà l’ambiente” di Federico Baccini e Elisa Cornegliani; “Mattoni circolari, la nuova vita della materia” di Cristiano Barducci; “Sartoria sociale – ricucire il territorio per filo e per segno – dalla centralità della persona alla circolarità dell’Economia” di Morena Famà. Giurato della categoria è il giornalista di Internazionale, Giuseppe Rizzo: “Come in tutti i concorsi aperti ci sono dei lavori buoni e degli altri meno buoni. In generale, chi ha gli strumenti per raccontare una storia – avendoli appresi in una redazione, in un corso, in una scuola o sul campo – è riuscito a farlo meglio”. Per Rizzo c’è un elemento che accomuna le storie in concorso, ovvero la capacità di raccontare “l’intenzione di chi ha investito nell’economia circolare di andare avanti, nonostante le difficoltà. E la consapevolezza che ci sono delle storture nel sistema economico che bisogna correggere”.