News * 30/05/2018
Come si calcolano le performance ambientali? Ecodom, una best practice presa a modello in Europa

Per una realtà come Ecodom, il cui operato è strettamente legato a temi di natura ambientale, saper documentare i benefici che la propria azione determina su quanto ci circonda è di grandissima importanza. Ma come farlo? Quali criteri prendere in considerazione? Come fare per non cadere nella trappola del “green washing” e produrre invece dati oggettivi, misurabili, che descrivono in modo realistico l’attività del Consorzio? Un risultato non facile da raggiungere, tanto più che i diversi Consorzi europei di gestione dei RAEE hanno in passato applicato nella propria rendicontazione metodologie non omogenee e non sempre chiarissime.
Questo ha portato come naturale conseguenza ad una difformità dei risultati comunicati, rendendo difficile alla società civile ed agli stakeholder la comparazione delle performance raggiunte nell’attività di gestione dei RAEE: una situazione che, a partire da quest’anno, potrebbe radicalmente cambiare. Anche grazie a Ecodom.

Già dal 2008 Ecodom realizza un Rapporto di Sostenibilità seguendo le linee guida definite dal GRI (il Global Reporting Iniziative) che analizzano l’operato aziendale dai punti di vista economico, ambientale e sociale – spiega Luca Campadello, che per Ecodom si è occupato della rendicontazione – Insieme ad Ecosistemi, la società di consulenza ambientale che ci supporta, abbiamo impostato ed efficacemente adattato la metodologia GRI alla realtà del Consorzio”. Tanto efficacemente che, quando il WEEE Forum – l’associazione dei principali Consorzi europei per la gestione dei RAEE – ha deciso di aprire un tavolo di lavoro per definire una metodologia di rendicontazione comune, proprio quella messa a punto da Ecodom è stata selezionata come base di calcolo.
Si tratta di una metodologia solida e trasparente – continua infatti Campadello – in cui l’operato dei Consorzi viene messo a paragone non con un mondo irrealistico in cui nessuno si prende cura dei RAEE e tutto finisce in discarica, ma con un mondo in cui a occuparsi dei RAEE sono altri soggetti che operano con standard qualitativi meno restrittivi. Certo, se avessimo adottato la prima ipotesi, quella di tutti i RAEE in discarica, i benefici ambientali dichiarati sarebbero stati ben più elevati: per quanto appetibile, si sarebbe trattato di un’ipotesi non realistica, con dati fuorvianti che avrebbero influito negativamente sulla credibilità della metodologia stessa e del WEEE Forum”.

Il metodo applicato da Ecodom è stato dunque messo al vaglio degli esperti dei Consorzi europei, analizzato nei minimi particolari, reso flessibile per essere applicato alle diverse realtà europee e sottoposto alla verifica e validazione da parte di Pré Sustainability una società di consulenza ambientale olandese: quello che è scaturito da questo lavoro è una conferma di quanto adottato da Ecodom, salvo alcune correzioni minori. Il metodo è stato presentato a tutti i Consorzi europei lo scorso febbraio e potrà dunque essere utilizzato da tutti nella rendicontazione dei propri benefici ambientali. “Innanzitutto abbiamo ricevuto il riconoscimento e la conferma della solidità della nostra metodologia, alla quale sono state portate pochissime variazioni – conclude Campadello – Se applicato all’operatività di Ecodom nel 2017, il modello di calcolo europeo avrebbe dato come risultato un beneficio ambientale maggiore di qualche punto percentuale rispetto a quello rendicontato nel nostro Rapporto di Sostenibilità 2017. Ecodom dal prossimo anno si allineerà completamente alla metodologia proposta dal tavolo di lavoro del WEEE Forum. L’auspicio è che siano molti i Consorzi europei a fare la stessa scelta, perché questo porterebbe una maggiore comparabilità delle dichiarazioni ambientali e consentirebbe di rivolgerci in maniera uniforme e più credibile anche a istituzioni, stampa e pubblico”.