News * 28/11/2019
La cannibalizzazione dei RAEE provoca danni ambientali ed economici

Un’indagine di ASSORAEE ed EERA rivela che il fenomeno illecito fa perdere agli impianti italiani circa 19mila tonnellate di materie riciclabili e causa perdite superiori a 14 milioni di euro all’anno

Nel gergo degli addetti ai lavori si chiama “cannibalizzazione”. In termini più pratici si tratta, con le parole del presidente di ASSORAEE Giuseppe Piardi, “della sottrazione, dal quantitativo [di RAEE] che affluisce agli impianti, di intere apparecchiature o delle loro parti con maggior valore economico, come compressori, motori, cavi, schede elettroniche ed altra componentistica”. Questa pratica totalmente illegale ha forti ripercussioni sull’intera filiera legale della gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici, contrastando con i principi di eco-sostenibilità, salvaguardia ambientale, economia circolare, nonché con le politiche europee in materia di approvvigionamento, virtuoso, delle materie prime.

Il campione della ricerca

Il fenomeno è oggetto dell’indagine dal titolo “la cannibalizzazione dei RAEE” che ASSORAEE, l’associazione degli impianti di trattamento italiani, ha realizzato con EERA, associazione no-profit che rappresenta e tutela gli interessi dei 30 maggiori riciclatori che trattano RAEE in Europa. L’indagine ha avuto come obiettivo principale quello di stimare la quantità di componenti che vengono sottratti dai RAEE prima che questi arrivino agli impianti di trattamento: sono state coinvolte 6 aziende che, nei 9 impianti oggetto dell’indagine, hanno gestito nel 2018 una quantità di RAEE pari a 200.700 tonnellate, circa la metà delle 421.344 tonnellate di RAEE (di cui 310mila domestici) trattate dall’intero sistema italiano nello stesso anno.

Quali componenti vengono sottratti nei RAEE?

L’indagine sottolinea innanzitutto che il fenomeno della cannibalizzazione dei RAEE compromette “i principi e gli obiettivi del pacchetto sull’Economia Circolare” volto a proteggere l’ambiente; e “il potenziale recupero dei materiali critici contenuti nelle schede elettroniche, negli hard drives o nelle batterie”. Ma quali sono i componenti che vengono sottratti dai RAEE? La risposta varia a seconda del Raggruppamento. Nel Raggruppamento R1 (Freddo e Clima), il 40% dei RAEE è privo dei compressori; seguono cavi di alimentazione (che mancano nel 24% dei casi), la carcassa esterna (9%) e i radiatori (6%). In R2 (Grandi Bianchi) i cavi mancano nel 16% dei RAEE, seguiti a breve distanza dai motori (11%). Nel Raggruppamento R3 (Tv e Monitor) mancano in maggior misura i gioghi di deflessione (18% dei RAEE), i cavi e gli alimentatori (12%) e gli hard drives (10%). Tra i componenti più sottratti nel Raggruppamento R4 (IT e Piccoli Elettrodomestici) ci sono gli hard drives (27%), le schede elettroniche (24%) e i cavi e gli alimentatori (18%).

Le conseguenze ambientali ed economiche della cannibalizzazione

Cannibalizzare un RAEE è un illecito che ha una duplice conseguenza. Il primo risvolto è sicuramente quello ambientale: privare un RAEE di un compressore provoca un impatto negativo sull’atmosfera a causa del rilascio dei gas utilizzati nei circuiti refrigeranti dei frigoriferi e dei congelatori. Si pensi ai gas come CFC e HCFC presenti nei vecchi modelli, che gli Italiani stanno sostituendo con prodotti più innovativi ed efficienti. ASSORAEE ed EERA stimano che nel 2018 il fenomeno della cannibalizzazione dei compressori dai frigoriferi ha provocato emissioni in atmosfera pari a 580mila tonnellate di CO2, pari a quelle di oltre 300mila auto.

Non meno gravi sono le conseguenze sul lato economico. L’indagine ha calcolato che nel 2018 la cannibalizzazione ha determinato la sottrazione di oltre 19mila tonnellate di componenti, causando perdite agli impianti di trattamento italiani per più di 14 milioni di euro. A livello europeo, secondo i dati di EERA, il fenomeno provoca mancati ricavi per circa 170 milioni di euro all’anno.

Quattro proposte per contrastare la cannibalizzazione

Alla luce delle conclusioni, e come era già noto agli addetti ai lavori, quella della cannibalizzazione rappresenta una pratica da combattere con tutti i mezzi possibili. In gioco non ci sono solo importanti risorse economiche, ma anche, e soprattutto, il bene del pianeta e la salute dei suoi abitanti. ASSORAEE ed EERA hanno avanzato quattro proposte per cercare di fermare l’azione di chi sottrae RAEE in modo illecito. La prima è quella di identificare buone pratiche operative che limitino la cannibalizzazione e preservino la qualità del materiale raccolto. C’è poi la necessità di rendere lo standard europeo per la raccolta (EN50625-4) vincolante per i Centri di Raccolta, al fine di controllare la qualità del materiale. In terzo luogo, le due associazioni propongono di prevedere nei contratti tra impianti di trattamento e Sistemi Collettivi meccanismi di compensazione economica tramite un fondo finalizzato al riequilibrio degli effetti economici causati dalla cannibalizzazione. Infine, c’è da fare promozione e incentivazione del canale di raccolta che passa attraverso i Luoghi di Raggruppamento della distribuzione, i quali riescono a garantire agli impianti di trattamento l’arrivo di RAEE meno cannibalizzati.