Dov'è finito il mio frigorifero?
Dov'è finito il mio frigorifero?

Per la prima volta in Italia una significativa quantità di Rifiuti Elettrici ed Elettronici (oltre 200 pezzi) è stata sottoposta a un tracking con GPS. Ecodom e Altroconsumo l'hanno presentata il 14 ottobre 2019 a Roma in occasione dell'International E-Waste Day. Ecco che cosa abbiamo scoperto

Dov'è finito il mio frigorifero?

Per la prima volta in Italia una significativa quantità di Rifiuti Elettrici ed Elettronici (oltre 200 pezzi) è stata sottoposta a un tracking con GPS. Ecodom e Altroconsumo l'hanno presentata il 14 ottobre 2019 a Roma in occasione dell'International E-Waste Day. Ecco che cosa abbiamo scoperto

Ecodom e Altroconsumo: Il viaggio illecito dei rifiuti

Raccolta dei RAEE, per migliorarla serve l’intervento dello Stato

È quanto emerso il 14 ottobre 2019 a Roma in occasione della presentazione dell’indagine di Altroconsumo ed Ecodom

“Dov’è finito il mio frigorifero?”. La domanda potrebbe essere riferita a quattro rifiuti elettronici su dieci che quotidianamente escono dalle case degli italiani. A rivelarlo è l’indagine di Altroconsumo ed Ecodom, presentata il 14 ottobre 2019 a Roma, il primo studio sui RAEE condotto con l’uso della tecnologia satellitare.

L’inchiesta in breve

L’inchiesta ha coinvolto oltre 200 consumatori italiani che hanno acconsentito a far installare un tracker GPS all’interno dei propri RAEE per seguirne i percorsi una volta usciti dalle loro abitazioni. Il campione, costituito da frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici, è stato monitorato per circa 4700 ore totali. Il risultato finale è stato piuttosto desolante: il 39% dei RAEE è sfuggito a un corretto trattamento finale, concludendo la sua corsa in impianti non autorizzati, magazzini e mercatini dell’usato. Flussi paralleli che – ha spiegato Claudia Chiozzotto di Altroconsumo - generano gravi problemi come “un riciclo non ottimale, l’alimentazione di circuiti illeciti e un danno ai consorzi e alla collettività”.

Altroconsumo ed Ecodom: servono più controlli da parte dello Stato

Per Ivo Tarantino, Responsabile delle Relazioni Esterne di Altroconsumo, “bisogna incentivare i consumatori a comportarsi in maniera corretta. Alcuni potrebbero essere scoraggiati dai risultati di questa indagine, ma con l’intervento delle autorità il sistema può essere migliorato”. Un controllo dello Stato sull’intera filiera dei RAEE è stata anche la raccomandazione del Presidente di Ecodom, Maurizio Bernardi nel corso del suo intervento: “questa indagine – ha detto Bernardi – ci ricorda che i Produttori di apparecchiature elettroniche possono fare alcuni controlli, ma non possono sostituirsi alle autorità competenti nell’azione di vigilanza”.

L’opinione dei produttori: aumentare la consapevolezza dei consumatori

I numeri e le immagini dell’inchiesta hanno portato gli stakeholder presenti al tavolo dei relatori ad avanzare una serie di proposte per tentare di risolvere i problemi emersi. Marco Imparato, Direttore Generale di APPLIA (l’Associazione dei Produttori di AEE), ha dichiarato: “l’indagine ha reso evidente che qualcosa non funziona nel sistema dei RAEE. Quando un elettrodomestico viene trattato correttamente, più del 90% dei materiali che lo compongono viene recuperato. Questo è un patrimonio che dev’essere conservato, invece di essere sprecato in questo modo incredibile”. Il rappresentante dei produttori ha ricordato l’importanza delle azioni di comunicazione: “recentemente abbiamo lanciato una campagna pubblicitaria nazionale per rendere più familiare il termine RAEE. Un successivo sondaggio ha dimostrato che la percentuale dei cittadini che sanno cosa sia un rifiuto elettronico è passata dal 17 al 27 % in pochissimo tempo”.

I distributori: necessario incrementare le risorse disponibili

Andrea Scozzoli, Presidente di AIRES (l’Associazione dei Distributori), ha dichiarato: “Dopo quindici anni di sperimentazione dobbiamo rimboccarci le maniche e capire insieme ciò che manca”. Per il rappresentante dei retailer, la risposta più concreta ai problemi dei ritardi italiani in tema di RAEE sta nello stanziamento di nuove risorse a favore del sistema formale. “L’unico modo per ottenere questi fondi – ha detto Scozzoli - è quello di aumentare gli Eco-contributi RAEE, che in Italia sono fra i più bassi d’Europa.”

Le aziende di Servizi: attenzione al mercato dell’usato

Sono almeno tre i RAEE, tra quelli oggetto dell’indagine, che invece di finire in un impianto di trattamento sono stati portati direttamente ai mercatini dell’usato per essere rivenduti a nuovi consumatori, ignari del fatto di aver acquistato un rifiuto. Su questo tema si è soffermato Filippo Brandolini, Presidente di UTILITALIA (la Federazione delle aziende di servizi pubblici): “bisogna stabilire regole precise, perché il mercato dell’usato può comportare dei rischi concreti per i consumatori. Ciò non significa contrastare questo settore, ma farlo operare nei limiti della legalità”. Brandolini ha poi aggiunto che per migliorare il sistema RAEE sono necessarie tre azioni: trovare nuovi sistemi di raccolta dei RAEE; operare investimenti appropriati per tutto il settore; cercare momenti di confronto che coinvolgano tutti i soggetti che hanno voce in capitolo in tema di RAEE.

Dove sono le istituzioni?

“Questa indagine non ha fini statistici: serve a scoprire i buchi del sistema RAEE, non a quantificarli. Siamo chiamati tutti a capire come chiudere questi buchi. Questa è un’occasione per migliorare l’intero sistema RAEE”. Concludendo i lavori, il Direttore Generale di Ecodom, Giorgio Arienti, ha sottolineato l’importanza di un’azione che coinvolga tutti gli stakeholder e, soprattutto, i rappresentanti dello Stato: “Dove sono gli interlocutori istituzionali? Perché si sottraggono al confronto?”. Arienti ha ringraziato l’onorevole Alberto Zolezzi, componente delle Commissione Ambiente della Camera, unico politico intervenuto all’incontro, che ha promesso di impegnarsi personalmente nella delicata fase di recepimento da parte dell’Italia delle nuove norme europee sull’Economia Circolare. Arienti ha poi auspicato l’istituzione di controlli da parte dello Stato su tutta la filiera – a partire dagli impianti che lavorano altre tipologie di rifiuti sino ai mercatini dell’usato – e ha chiesto che il Ministero dell’Ambiente promuova costanti momenti di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei RAEE.

Le foto dell'evento a Roma

Programma

Introduzione:
- Maurizio Bernardi - Presidente ECODOM
- Ivo Tarantino - Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo

Presentazione dell'indagine:
Claudia Chiozzotto - Altroconsumo

Tavola rotonda:
- Alberto Zolezzi - Commissione Ambiente Camera dei Deputati
- Andrea Scozzoli - Presidente AIRES
- Filippo Brandolini - Presidente UTILITALIA
- Marco Imparato - Direttore Generale APPLIA
- Bettina Lorz - Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente

Modera:
Vera Paggi - Giornalista RAI

Conclusioni di:
Giorgio Arienti - Direttore Generale ECODOM

Precisazione di Altroconsumo su Amiat Torino

In seguito alla divulgazione della nostra inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti elettronici, abbiamo ricevuto una precisazione da parte di Amiat, l’azienda multiservizi di igiene ambientale della città di Torino. La precisazione riguarda un tracciato mostrato come esempio critico nel nostro video, relativo ad un frigorifero caricato in Valle d’Aosta, trasferito a due isole ecologiche valdostane, transitato da un impianto di trattamento in Piemonte e infine approdato ad una terza isola ecologica in provincia di Torino. Amiat ci ha precisato che il percorso seguito è regolare in quanto il frigorifero non è stato scaricato nella seconda e terza isola ecologica, ma vi è solo transitato per poi arrivare all'impianto di trattamento dopo che il nostro trasmettitore ha smesso di trasmettere (circostanza che noi avevamo interpretato come destinazione finale non corretta). Nel ringraziare Amiat per la precisazione, confermiamo che nessuna irregolarità è da imputare all’azienda torinese di gestione dei rifiuti.

Restano validi i giudizi negativi su altri tracciati della nostra inchiesta, non riguardanti rifiuti gestiti da Amiat. Così come restano valide tutte le altre conclusioni della nostra indagine.

In collaborazione con

Intervento di Bettina Lorz - Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente

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